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CGIL e FP CGIL Forlì Cesena su IRST–IRCCS “Dino Amadori” di Meldola: “Risposta non sufficiente”

CGIL e FP CGIL ritengono insufficiente la risposta di IRST IRCC Meldola relativamente alle preoccupazioni espresse da CGIL CISL e UIL su futuro di IRST, insistendo perché ogni azione di trasferimento della Diagnostica Molecolare da IRST IRCCS Meldola al Laboratorio unico di Pievesistina si fermi alla luce della necessità di chiarimenti sul progetto complessivo di integrazione IRST/AUSL Romagna, ancora allo studio della Regione.

CGIL e FP CGIL Forlì Cesena dichiarano che: “Nel corso degli ultimi incontri con la CTSS e con la Direzione Generale dell’IRST è stato confermato che, nell’ambito dell’audit regionale sulla gestione economica dell’Istituto, è in corso una valutazione concreta sul trasferimento della diagnostica genetica da Meldola al Laboratorio Unico di Pievesestina. Durante il confronto con la Direzione di IRST IRCSS sono emerse criticità rilevanti e non risolte, che riguardano il trasferimento del personale, delle strumentazioni, il mantenimento dell’accreditamento ISO e la garanzia della continuità delle linee diagnostiche IRST–AUSL.

Tale scelta inoltre anticipa decisioni organizzative sull’integrazione IRST–IRCCS/AUSL Romagna, in assenza di un quadro definito da parte della Regione Emilia Romagna sulla natura giuridica del futuro assetto e senza un confronto preventivo reale, nonostante gli impegni assunti in sede CTSS. Per questo riteniamo inaccettabile procedere con decisioni unilaterali che incidono su lavoratori, pazienti e cittadini.

Lo spostamento di una funzione strategica come la diagnostica molecolare, senza un progetto condiviso e una valutazione delle ricadute, rischia di indebolire il modello che ha reso la rete oncologica romagnola un riferimento nazionale, incidendo sull’integrazione tra diagnostica, ricerca e cura e sui tempi di risposta ai pazienti.

Esprimiamo dunque una netta contrarietà al trasferimento, contestando le motivazioni esclusivamente economiche addotte e ribadendo che ogni scelta deve rientrare in un progetto condiviso AUSL–IRST, validato dalla CTSS, sullo sviluppo della rete oncologica romagnola.

Come CGIL e FP CGIL abbiamo sempre dichiarato di non essere contrari a un rafforzamento dell’integrazione tra IRST e AUSL Romagna, finalizzato allo sviluppo del Comprehensive Cancer Care & Research Network della Romagna, ma il percorso deve essere chiaro, condiviso e trasparente, non frammentato.

Chiediamo quindi alla CTSS e dunque alle istituzioni del territorio, di intervenire con urgenza per tutelare il mantenimento e lo sviluppo della rete oncologica e aprire un confronto vero e responsabile su ogni aspetto della riorganizzazione.

Il futuro dell’IRST e della rete oncologica riguarda l’intera comunità romagnola e il diritto dei cittadini a una sanità pubblica di eccellenza”.