tradizioni locali
|Perché le scuole di Meldola non visitano i Presepi Meccanici?
Con la presente desidero sottoporre all’ attenzione della Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Meldola, e a quella dell’intera comunità scolastica, una riflessione amara riguardo l’assenza delle scolaresche meldolesi presso i Presepi Meccanici allestiti nella nostra città, con particolare riferimento al Presepio animato di San Francesco.
In anni di attività dedicati all’allestimento di queste opere a Ravenna, Cesena, Bologna, Predappio e Santarcangelo, e fuori regione, ho sempre riscontrato un’adesione entusiasta da parte delle istituzioni scolastiche. In tali contesti, le scuole hanno sempre riconosciuto il valore didattico dell’iniziativa, organizzando visite e trasporti per permettere agli alunni di ammirare opere che sono il risultato di ingegno, artigianato e dedizione.
Purtroppo, devo constatare con profondo rammarico che a Meldola si percepisce un’ingiustificata distanza verso queste iniziative. Tale atteggiamento appare come una rinuncia deliberata alla valorizzazione delle tradizioni locali e della nostra identità culturale.
Mi preme sottolineare che il Presepio non rappresenta esclusivamente un simbolo religioso, ma è, a tutti gli effetti:
– Patrimonio Culturale e Storico: Un’arte che affonda le radici nella nostra storia nazionale;
– Eccellenza Artigianale: Un esempio di meccanica e creatività che potrebbe stimolare la curiosità tecnica degli studenti;
– Tradizione Popolare: Un elemento identitario che merita di essere tramandato alle nuove generazioni.
Privare gli alunni della possibilità di visitare ciò che di bello viene realizzato nel proprio comune di residenza è un’occasione persa per la loro formazione. Mi chiedo, dunque, se tale esclusione sia dettata da una scelta ideologica o da un eccesso di prudenza verso culture diverse. Se così fosse, ritengo sia un errore: la vera integrazione nasce dalla conoscenza e dal rispetto delle proprie radici, non dal loro occultamento.
La scuola ha il compito fondamentale di educare alla bellezza e alla cultura. Auspico pertanto che questa mia nota possa servire da stimolo per un’apertura futura, affinché le tradizioni di Meldola tornino a essere parte integrante del percorso educativo dei nostri giovani.
Resto in attesa di un cortese riscontro o di un confronto sulle motivazioni che hanno portato a questa situazione.
In fede,
Davide Santandrea
Presepista, regista cinematografico e promotore culturale


