“Ci vorrà un amaro per far passar l’amaro…”: le parole dei Pinguini Tattici Nucleari rendono bene l’idea della delusione dei sostenitori biancorossi dopo l’ennesima sconfitta in casa. A maggior ragione perché a 15 secondi dalla fine Forlì guida su Rieti 72-69 e qualcuno sulle gradinate del Palafiera comincia a maturare la speranza che dopo tantissimo tempo si ritorni a vincere in casa. Ma a quel punto accadono due fatti: i biancorossi scelgono di non fare un fallo che manderebbe in lunetta gli ospiti e permetterebbe all’Unieuro di avere un altro possesso; la palla arriva al migliore della Sebastiani, Darius Perry, che messo in difficoltà dalla difesa, fa una mezza piroetta su se stesso, scaglia un tiro sbilenco che prende di sguincio il tabellone e finisce dentro. Capita una volta ogni morte di due papi. Ci sarebbe anche un terzo episodio, visto che sul 72 pari Demonte Harper avrebbe comunque la palla per incassarla, questa benedetta vittoria, ma l’americano cicca l’ennesima conclusione della serataccia (3 su 15 al tiro), la peggiore del suo campionato.
All’overtime partita ancora sul filo del rasoio finché negli ultimi due giri di lancette i laziali si mostrano più freschi e lucidi. Finisce 82-86 e classifica orribile per la Pallacanestro 2.015 Forlì (quartultima ma con una partita in più) che se vuole salvarsi dalla retrocessione dovrà sudare ben più delle proverbiali sette camicie. All’inizio di gennaio la risoluzione del contratto con Angelo Del Chiaro ha di fatto aperto un varco nel roster della squadra e urge un rinforzo, in particolare nel settore esterni. Ci vorrà un giocatore coi fiocchi, in forma, perché al momento attuale all’appello rispondono solo 5-6 elementi, gli altri non portano acqua al mulino. Il profilo che serve deve avere le gambe per battere un avversario, andare a canestro, guadagnarsi un fallo o almeno costruire un vantaggio per il tiro aperto di un compagno. A questa squadra manca un giocatore del genere.
Mercoledì sera si torna in campo, sempre al Palafiera, contro Torino.






