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Guercino lontano da Forlì, opere ancora a Cento per mancanza di spazi. Il disappunto di Morgagni (PD)

“A Forlì non c’è posto per i capolavori del Guercino”. È questa, secondo Federico Morgagni, Consigliere comunale del PD forlivese, la conclusione a cui si arriva leggendo la determina con cui, nei giorni scorsi, l’Amministrazione comunale ha prorogato per la terza volta il prestito di cinque quadri — due del Guercino e tre di artisti della sua scuola — al Comune di Cento.

“Il rientro delle opere a Forlì, inizialmente annunciato per la primavera del 2025, è stato progressivamente rinviato e ora è previsto per il 31 dicembre 2026”, osserva Morgagni, “una data rispetto alla quale è legittimo chiedersi se verrà davvero rispettata”.

“Il punto — chiarisce — non è mettere in discussione il valore culturale degli scambi di opere. Il problema nasce dal fatto che la Giunta ha dichiarato apertamente che il continuo rinvio è dovuto all’assenza di una soluzione capace di valorizzare e rendere fruibili i quadri a Forlì durante gli interminabili lavori di Palazzo del Merenda, loro sede originaria. In assenza di alternative, il loro destino sarebbe il deposito”.

Una situazione aggravata, secondo il consigliere, dalla durata del cantiere: “I lavori al Merenda sono in corso dal 2019. La Giunta ha avuto anni per pensare a una ricollocazione temporanea delle tele, sapendo che prima o poi sarebbe stato necessario spostarle. Questo non è avvenuto”.

Il quadro si complica ulteriormente se, come emerso da una dichiarazione dell’assessore alla Cultura, la collocazione finale ipotizzata fosse il Musei di San Domenico. “In quel caso — sottolinea Morgagni — bisogna fare i conti con i tempi lunghissimi del quarto stralcio dei lavori. Il rischio concreto è che alcuni dei pezzi più pregiati delle collezioni cittadine restino ‘in esilio’ a Cento o tornino a Forlì solo per finire in deposito, rimanendo per anni non fruibili”.

“A rendere la vicenda ancora più sconcertante — prosegue — è il fatto che il 2026 sarà per Forlì ‘l’anno del barocco’, con una grande mostra ai Musei di San Domenico. Proprio mentre arriveranno in città capolavori da tutta Italia e dall’Europa, cinque tra le tele barocche più importanti di proprietà comunale resteranno ‘posteggiate’ a Cento, perché la Giunta Zattini non è stata in grado di individuare una sede espositiva adeguata”.

“Solo pochi giorni fa — conclude Morgagni — di fronte a un bilancio che prevede forti tagli alle politiche culturali nel prossimo triennio, ci siamo chiesti se la Giunta creda davvero nella candidatura di Forlì a Capitale della Cultura. Alla luce del trattamento riservato alle opere del Guercino, questa preoccupazione non può che aumentare”.