ora c'è il comitato
|Nasce a Forlì-Cesena il Comitato della società civile per il No alla riforma della Giustizia
Si chiama “Meglio dire NO” il Comitato della società civile per il No alla riforma costituzionale della Giustizia, costituitosi nei giorni scorsi anche nel territorio di Forlì-Cesena. Le due serate di avvio del Comitato, tenutesi la scorsa settimana, hanno registrato una partecipazione numerosa, con cittadini e associazioni interessati ad approfondire i contenuti della riforma e le modalità di adesione alla campagna referendaria.
Nel corso delle assemblee aperte sono state fornite informazioni sia sul merito della riforma sia sulla raccolta firme, che prosegue – online e in forma cartacea – anche dopo il superamento della soglia delle 500 mila sottoscrizioni. Il Comitato locale, composto da un ampio e crescente numero di realtà del territorio, lavorerà in raccordo con il Comitato a difesa della Costituzione per il No al referendum, promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati.
Alla guida del Comitato della società civile per il No alla riforma costituzionale della Giustizia è stato nominato Carlo Sorgi, già magistrato. A supportarlo nel coordinamento territoriale ci sarà Vincenzo Andreucci. Una scelta che, sottolineano i promotori, è stata compiuta senza ricorrere al sorteggio, metodo più volte richiamato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
L’obiettivo dichiarato del Comitato è informare cittadini e cittadine sulla natura della riforma. A questo proposito viene ricordata una recente affermazione dello stesso Nordio: “Non ho difficoltà a riconoscere che la riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia” (Repubblica, 11 ottobre 2025). Secondo il Comitato, la riforma non sarebbe giustificata nemmeno dalla separazione delle carriere, dal momento che il passaggio dei magistrati da una funzione all’altra riguarda oggi solo poche decine di casi e potrebbe essere regolato con una legge ordinaria, senza modificare la Costituzione.
Il nodo centrale della riforma, spiegano i promotori, riguarda invece la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. Attualmente il CSM è formato da magistrati eletti dai colleghi e da membri laici eletti dal Parlamento tra avvocati e professori di diritto. Il nuovo testo prevede il sorteggio puro per i magistrati, mentre per la componente politica è previsto un sorteggio “temperato”, all’interno di una rosa indicata dal Parlamento.
Secondo il Comitato, questo meccanismo rischia di creare uno squilibrio: la componente politica, più organizzata e compatta, finirebbe per prevalere su magistrati estratti casualmente. Il sorteggio viene definito una mortificazione della magistratura e un metodo estraneo agli organi di rilievo costituzionale. La possibilità di scegliere i propri rappresentanti è indicata come un principio fondamentale della democrazia, la cui negazione indebolirebbe il CSM e l’equilibrio tra i poteri dello Stato disegnato dalla Costituzione.
Nel documento si richiama anche un’altra dichiarazione del ministro Nordio: “Mi stupisce che una persona intelligente come la segretaria del Pd Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo” (Corriere della Sera, 3 novembre 2025). Un passaggio che, secondo il Comitato, chiarirebbe come la riforma punti a ridurre il controllo sull’operato della politica.
Il Comitato “Meglio dire NO” invita infine cittadini, associazioni e realtà del territorio ad aderire o a informarsi sulle iniziative in programma scrivendo all’indirizzo noriformagiustizia.fc@gmail.com. L’appello si chiude con un messaggio chiaro: “Difendiamo insieme la nostra Costituzione”.
Il Comitato locale è sostenuto da numerose organizzazioni, tra cui ANPI, ARCI, CGIL, AUSER, Federconsumatori, Legambiente, Libera, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Europa Verde, associazioni studentesche e altre realtà civiche e sociali del territorio forlivese e cesenate.


