Predappio: restaurata l’opera in ceramica di Mastro Lupo alla tabaccheria di viale Matteotti
Un frammento di storia artistica predappiese torna al suo posto, proprio nell’anno di un anniversario significativo. È stata restaurata e ricollocata la decorazione in ceramica realizzata da Mastro Lupo che impreziosisce l’ingresso della tabaccheria centrale di Predappio, all’angolo tra viale Matteotti e via Mazzini.
Il recupero assume un valore simbolico particolare perché il 21 gennaio ricorre il 120° anniversario della nascita di Benito Partisani (Predappio, 21 gennaio 1906 – 24 maggio 1969), in arte Mastro Lupo, pittore, scultore e ceramista che ha lasciato un’impronta profonda nel patrimonio artistico del paese natale. Tra le sue opere più riconoscibili figura proprio la composizione in ceramica dedicata al ciclo del tabacco – dalla coltivazione alla lavorazione fino all’utilizzo – realizzata negli anni Cinquanta.
L’opera è composta da sei piastrelle dipinte in ceramica, arricchite da elementi decorativi che richiamano lo stile di Paul Klee, artista molto ammirato da Mastro Lupo. A completare la composizione, l’artista aveva integrato le piastrelle con parti dipinte a fresco e a graffito, utilizzando colori minerali su intonaco fresco. Due piastrelle di formato maggiore sono state invece realizzate a mano su lastra di terracotta maiolicata, incorniciate da profili di laterizio industriale decorato.
Proprio una di queste piastrelle realizzate a mano si era staccata dal supporto cementizio durante un forte temporale nell’agosto scorso, cadendo al suolo e frantumandosi. Determinante è stato l’intervento dei proprietari e dei gestori della tabaccheria, che hanno recuperato e conservato con cura tutti i frammenti, permettendo così l’avvio di un restauro accurato.
A occuparsi del recupero è stata Monica Partisani, nipote di Mastro Lupo, affiancata da Gherardo Chiadini, ex allievo dell’artista, e dallo scultore predappiese Massimo Sassi, che ha eseguito l’intervento di ripristino.
“Nei reperti antichi – spiega Massimo Sassi, scultore predappiese che ha eseguito l’opera di ripristino – le integrazioni delle parti mancanti vengono effettuate mediante l’utilizzo di gesso scagliola ventilata. Nel caso della nostra piastrella, però, il gesso avrebbe subìto alterazioni perché non è adatto a stare all’esterno. Ho optato, quindi, per una resina bicomponente, utilizzata generalmente per il restauro dei marmi”.
La stessa resina è stata applicata sul retro della formella, insieme a una rete in fibra di vetro, per consolidare l’unione dei frammenti. “Per l’integrazione dell’aspetto cromatico – prosegue Sassi – ho utilizzato vernici sintetiche che sono quelle che offrono maggiori garanzie di durata e inalterabilità, anche sotto l’effetto dei raggi solari e della pioggia”.
Nel corso dell’intervento è emersa anche la raffinatezza tecnica dell’opera originale. “Mastro Lupo – spiega Sassi – aveva integrato le piastrelle in ceramica con zone dipinte con la tecnica dell’affresco e del graffito: l’indurimento dell’intonaco aveva incorporato saldamente il colore e, visto l’ottimo stato di conservazione dei dipinti, è evidente l’efficacia di questa tecnica e la maestria di Mastro Lupo nel gestire questo procedimento piuttosto complesso”. Le piastrelle, pur apparendo omogenee, sono state realizzate con metodologie diverse: “le più semplici sono dipinte a terzo fuoco su supporto di piastrelle industriali”.
Prima del ricollocamento, è stato necessario rimuovere dal muro il vecchio legante cementizio per creare un’intercapedine idonea a ospitare una moderna colla per piastrelle, senza alterare lo spessore complessivo. La formella è stata così riportata esattamente nella posizione originaria, restituendo alla tabaccheria e alla comunità un’opera che racconta insieme arte, memoria e identità locale.


