Capitale della Cultura 2028, Legacoop Romagna: “Le cooperative parte integrante del risultato raggiunto”
L’inserimento di Forlì e Cesena tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 rappresenta “un successo importante che conferma la bontà del percorso unitario intrapreso”. È quanto afferma Legacoop Romagna, commentando l’esito della selezione del Ministero della Cultura.
“Accogliamo con soddisfazione la notizia – prosegue la centrale cooperativa – e rivolgiamo un plauso alle amministrazioni comunali di Forlì e Cesena, oltre che al comitato tecnico-scientifico, per il lavoro svolto e il risultato fin qui maturato”.
“Il sistema cooperativo aderente a Legacoop Romagna, con le sue eccellenze nella produzione teatrale, negli eventi, nella gestione museale, nell’audiovisivo, nel restauro e conservazione del patrimonio, si sente parte integrante di questo successo”, sottolinea Legacoop Romagna.
“Le cooperative culturali sono protagoniste nella ideazione, gestione e realizzazione di iniziative che caratterizzano Forlì e Cesena in maniera unica”, aggiunge l’associazione, citando “le stagioni del Teatro Diego Fabbri e del Piccolo, eventi di richiamo come il Festival del Buon Vivere, Meet the Docs!, Operaie Fest”, senza dimenticare “l’azione di innovazione sociale che va dalle Case del Popolo alle realtà che si occupano di valorizzazione e restauro del patrimonio, fino al ruolo dei giornali cooperativi”.
Secondo Legacoop Romagna, “il risultato è stato ottenuto grazie a un prezioso ‘gioco di squadra’”, che l’associazione “aveva auspicato e sostenuto fin dall’aprile scorso, esortando le istituzioni a superare i campanili” per costruire “un progetto davvero unitario, capace di mettere a sistema tutte le eccellenze e i contenitori culturali sviluppati dalle due città capoluogo”, come “il complesso del San Domenico, la Biblioteca Malatestiana, il Teatro Bonci, il Teatro Fabbri e il futuro Auditorium della musica di Forlì”.
“Così è stato – evidenzia l’associazione – e già in occasione della presentazione del Dossier di candidatura presso il Teatro Fabbri era emerso con chiarezza lo spessore culturale e progettuale della proposta”. In quella sede, aggiunge Legacoop Romagna, “si è potuto toccare con mano la capacità delle due città di legare insieme i propri elementi distintivi”.
“La forza di questa candidatura risiede proprio nella sua natura corale”, afferma Legacoop Romagna, precisando che si tratta di “una visione che non appartiene solo ai due capoluoghi, ma che coinvolge l’intera rete dei 30 comuni della provincia, degli enti del terzo settore e del variegato ecosistema della cooperazione culturale”.
“Le nostre cooperative operano quotidianamente per garantire servizi di qualità e per alimentare quel senso di appartenenza al territorio che è tratto distintivo e identitario della cultura romagnola”, sottolinea ancora la centrale cooperativa.
Infine, Legacoop Romagna conclude affermando che “questo percorso, indipendentemente dall’esito finale della competizione, ha già generato un impatto positivo” e che “proseguire su questa strada di cooperazione territoriale è la chiave per assicurare una crescita duratura a tutto il sistema culturale del territorio”.
“Legacoop Romagna continuerà a garantire il proprio sostegno e la propria professionalità a questa candidatura – conclude – orgogliosa di rappresentare un mondo che ha contribuito a promuovere un modello di sviluppo culturale inclusivo, coeso e vincente”.


