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Concessioni balneari. Nel DL Infrastrutture un bando-tipo. La Regione ER: “Coinvolgere i territori, basta annunci”

Un modello standard di bando per le concessioni balneari, criteri uniformi a livello nazionale e una proroga tecnica per garantire la continuità del servizio nella stagione 2026. È quanto prevede la bozza del Decreto Legge Infrastrutture, appena emersa, che punta a mettere ordine in uno dei dossier più delicati e attesi dal settore turistico-balneare.

Secondo il testo, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) dovrà predisporre uno schema di bando-tipo, un modello standard di gara per l’assegnazione delle concessioni, da sottoporre successivamente alla Conferenza Unificata per un parere. L’obiettivo dichiarato è garantire trasparenza, omogeneità e continuità del servizio, superando le forti differenze territoriali che negli anni hanno alimentato incertezze e contenziosi.

Il decreto prevede inoltre che, per assicurare il servizio di assistenza ai bagnanti nel 2026, la sospensione delle procedure venga prorogata fino alla fine della stagione balneare 2026, e comunque non oltre il 1° ottobre 2026, e che per la prossima stagione vi sia la possibilità di impiegare bagnini non maggiorenni, misura ritenuta fondamentale per far fronte alla carenza di personale.

Una notizia che il settore accoglie con attenzione, ma che apre immediatamente un fronte politico-istituzionale. A intervenire sono infatti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, che chiedono un coinvolgimento diretto delle Regioni fin dalle prime fasi.

“Le concessioni balneari sono un tema di grande attenzione per l’Emilia-Romagna – affermano –. Come sempre siamo disponibili ad avviare un confronto aperto e costruttivo e a dare concretamente una mano per arrivare a una soluzione condivisa da tutte le parti interessate”.

Il punto critico, però, è il metodo. “Notiamo che il coinvolgimento delle Regioni, sulle quali il provvedimento impatta direttamente in termini economici e occupazionali, avviene con annunci a mezzo stampa – proseguono de Pascale e Frisoni – quando sarebbe meglio sedersi operativamente insieme. Non capiamo perché questo non sia possibile e dispiace che non si riesca a trovare una modalità che metta in primo piano le specificità dei singoli territori”.

Secondo la Regione, il tema è troppo importante per essere affrontato senza un confronto preventivo e strutturato, soprattutto in realtà come la Romagna, dove il sistema balneare rappresenta un asse portante dell’economia turistica e dell’occupazione.

Proprio oggi, in Regione a Bologna vi è stato un incontro tra con le associazioni di rappresentanza del settore balneare e della cooperazione per fare il punto sull’avanzamento del lavoro sulle evidenze pubbliche che i Comuni dovranno indire nei prossimi mesi per l’assegnazione delle concessioni, in cui l’assessore ha annunciato che le potrebbero essere definite entro la fine di febbraio.

Il testo del bando-tipo sarà sottoposto alla Conferenza Unificata per un parere, passaggio che potrebbe diventare il primo vero tavolo di confronto tra Governo, Regioni ed enti locali. Un confronto che i balneari attendono da anni, nella speranza che questa volta porti a regole chiare, tempi certi e garanzie per le imprese che da generazioni presidiano le spiagge italiane.