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La Madonna del Fuoco oltreoceano: un ponte di amicizia da Forlì all’Australia nel segno della musica

Le giovani generazioni come ambasciatrici di pace, in un progetto che ha intrecciato memoria e responsabilità, cercando di far condividere la stessa visione del futuro; questo e molto altro è stato One World – Concerts for Peace, una due giorni internazionale che ha fatto tappa in Australia con due concerti, il 3 gennaio a Melbourne e l’8 gennaio a Sidney.

Sul palco i protagonisti sono stati il Coro dell’Associazione Martire Tenente Colonnello Sobhi Akoury, formato da figli e figlie dei martiri delle Forze Armate Libanesi, e un’eccellenza forlivese, l’Orchestra Giovanile di Accademia InArte, composta da dodici giovanissimi musicisti italiani provenienti dalla città mercuriale. Attraverso il linguaggio universale della musica queste due realtà sono state in grado di costruire un’esperienza condivisa non solo artistica ma anche umana, dando vita a una comunità itinerante basata su ascolto reciproco, cura e condivisione.

“One World non è un concerto, ma un’operazione culturale ed educativa – spiega Ilaria Mazzotti, direttrice musicale, ideatrice del progetto e direttrice di Accademia InArte –. Abbiamo voluto mettere al centro i giovani non come simboli, ma come persone reali, con le loro fragilità, il loro talento e la loro capacità di prendersi cura gli uni degli altri. Questa orchestra è stata una piccola comunità in viaggio, ragazzi che hanno imparato che fare musica significa anche imparare a stare al mondo.”

Le date australiane hanno registrato due sold out: la prima il 3 gennaio a Melbourne, svoltosi nella Sala Our Lady della Chiesa Maronita, ha portato con sé un forte significato simbolico, con il ricordo di Ercole Baldini a settant’anni dall’oro olimpico conquistato proprio a Melbourne nel 1956; alla seconda invece, l’8 gennaio al Bankstown Sports Club Theatre di Sidney, hanno preso parte numerose autorità religiose, civili e diplomatiche, tra cui il Ministro del Nuovo Galles del Sud Jihad Dib e il Brigadiere Generale Jihad Marai in rappresentanza del Comando dell’Esercito Libanese.

Sotto la guida di Mazzotti e di Andrea Farì, co-direttore di Accademia InArte e responsabile del percorso artistico-educativo e teatrale, dodici giovani musicisti italiani e dieci giovani cantori libanesi hanno condiviso il palco come una comunità reale, costruita nel tempo con dedizione, fiducia e passione.
“Abbiamo lavorato perché ogni giovane potesse sentirsi parte di qualcosa di più grande – afferma Andrea Farì –. Non un’esibizione, ma un’esperienza di crescita, in cui l’arte diventa responsabilità condivisa.”

Grande prova di vicinanza dall’Italia, grazie agli oltre 7 mila euro raccolti a seguito di crowdfunding, cene solidali e iniziative varie, che hanno permesso di coprire quasi completamente le spese extra del viaggio dell’orchestra, “Questi numeri raccontano che One World non è stato solo un evento artistico – continua Farì – ma un processo collettivo capace di attivare famiglie, istituzioni e comunità attorno a un’idea concreta di responsabilità condivisa.”

Nel finale dei concerti, la consegna dell’immagine della Madonna del Fuoco, patrona della città di Forlì, a Monsignor Tarabay ha suggellato simbolicamente un ponte di amicizia, comunione e preghiera tra Chiese e popoli. “Donare l’immagine della Madonna del Fuoco è stato un gesto profondamente simbolico – conclude Ilaria Mazzotti –. Il fuoco di Forlì che non brucia, ma illumina e unisce. Un segno di come la cultura possa trasformare la memoria in futuro e il dolore in possibilità.”