Logo
SICURI E PROTETTI CON I CONSIGLI DEI VIGILI DEL FUOCO / Cosa fare per evitare intossicazioni da monossido di carbonio

L’inverno è quasi alle porte, ma le caldaie resteranno ancora accese a pieno regime nelle nostre case per qualche tempo. Ed è proprio da queste strumentazioni, fondamentali per la produzione di acqua calda e riscaldamento ambientale, che possono provenire rischi importanti per la salute, in assenza di condizioni di corretta manutenzione.

Ogni inverno le cronache nazionali si occupano di tragedie legate al monossido di carbonio, il cosiddetto “killer silenzioso”, in grado di uccidere in poco tempo e le statistiche regionali citano 150-250 accessi in pronto soccorso all’anno per intossicazione da questo gas letale. Per quanto riguarda i soli casi certi registrati in provincia di Ravenna si parla invece di 14 interventi nel 2025, con un tasso di mortalità in calo, grazie alla tempestività degli interventi da parte di Vigili del Fuoco e sanitari, che però fa ancora contare tra i 5 e i 10 decessi annui a livello regionale.

La maggior parte dei casi, pari a circa l’80% si verifica in inverno, tra novembre e marzo, quando appunto le caldaie funzionano a pieno regime, gli ambienti vengono scarsamente arieggiati per mantenere all’interno tutto il calore prodotto e gli infissi di ultima generazione sigillano bene gli ambienti: la buona notizia è che negli ultimi 10 anni, complici normative più stringenti sui controlli, il trend delle intossicazioni da monossido di carbonio è in calo, anche se aumentano invece gli incidenti domestici legati a riscaldamento con metodi di fortuna, come bracieri o stufe a legna mal tenute, in contesti di povertà energetica.

Per aumentare la sicurezza dei luoghi in cui viviamo e ridurre al minimo i rischi potenziali è bene conoscerli a fondo parlandone con i professionisti che intervengono in caso di pericolo e per questo iniziamo da oggi, con un focus sul monossido di carbonio, un appuntamento periodico di approfondimento con i Vigili del Fuoco di Ravenna, sulle incognite che caratterizzano la quotidianità e gli accorgimenti utili per evitare incidenti domestici che a volte portano conseguenze anche tragiche.

monossido di carbonio vigili del fuoco ravenna

Cos’è il Monossido di Carbonio?

Il monossido di carbonio (CO) è un gas tossico e infiammabile prodotto dalla combustione e ha la pericolosa caratteristica di essere incolore, inodore e insapore: la sua presenza in un ambiente non è quindi percepibile dai sensi umani e ci si può rendere conto dell’intossicazione solo quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi sull’organismo.

Ha una densità molto simile a quella dell’aria, per cui in ambienti confinati tende a diffondersi uniformemente, riempiendo la stanza. Inoltre, ha una capacità di legarsi all’emoglobina nel sangue addirittura 300 volte più dell’ossigeno, sostituendolo e riducendo drasticamente l’ossigenazione dei tessuti.

In condizioni ideali, quando la combustione avviene in maniera completa, il carbonio si combina con due atomi di ossigeno formando anidride carbonica (CO₂), un gas relativamente innocuo alle basse concentrazioni normalmente presenti nell’aria. Quando invece l’ossigeno disponibile non è sufficiente o la combustione avviene in modo inefficiente, il carbonio si combina con un solo atomo di ossigeno, dando origine al monossido di carbonio (CO), altamente tossico.

Perchè si forma?

Spesso non esiste un solo motivo, ma una combinazione di cause, molte delle quali dovute a mancata manutenzione o comportamenti sbagliati. Ecco le principali:

  • Mancata manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento: tutti gli impianti di riscaldamento, siano essi caldaie, camini, boiler, stufe ecc, necessitano di manutenzione programmata e controlli periodici. Il mancato rispetto di tali obblighi è una delle principali cause di incidenti da intossicazione da monossido di carbonio. La mancata pulizia delle canne fumarie può provocare il ritorno dei gas di scarico negli ambienti interni, oltre ad aumentare significativamente il rischio di incendio. Le caldaie, sia quelle tradizionali che quelle a camera stagna, vanno fatte controllare periodicamente, per evitare malfunzionamenti del bruciatore o dei sistemi di evacuazione dei fumi, che a loro volta sono condizioni che favoriscono la produzione di monossido di carbonio e il ristagno dei gas combusti nei condotti, con possibile successivo rientro negli ambienti abitati.
  • Mancata o insufficiente aereazione dei locali: questa è una delle cause principali di intossicazione, poiché molti dispositivi di produzione di calore, come le caldaie non stagne, prelevano l’ossigeno necessario alla combustione direttamente dall’ambiente in cui sono installati. Se questo è privo di adeguate aperture per l’ingresso di aria dall’esterno, nel tempo la concentrazione di ossigeno diminuisce, la combustione diventa incompleta e si ha produzione di monossido di carbonio. In queste condizioni, la mancanza di apporto di aria dall’esterno può generare una depressione che favorisce il richiamo dei prodotti della combustione all’interno dei locali. Il monossido di carbonio, lentamente ma in modo inesorabile, può così accumularsi fino a raggiungere concentrazioni estremamente pericolose.

Attenzione!L’apertura di aerazione che è obbligo di legge per aver impianti a norma nei locali cucina con piano cottura alimentati a gas va lasciata completamente aperta anche in inverno e soprattutto nell’arco temporale di uso del piano cottura. Se comprate un appartamento o entrate in affitto chiedete la dichiarazione di conformità dell’impianto di adduzione e utilizzo del gas. Le prese d’aria, pertanto, non rappresentano una dispersione inutile di calore, ma costituiscono un vero e proprio dispositivo di sicurezza indispensabile per il corretto funzionamento degli impianti e per la tutela della salute degli occupanti.

  • Braci: dopo gli impianti malfunzionanti o installati in ambienti insufficientemente aerati, un’altra delle principali cause di intossicazione da monossido di carbonio è rappresentata dalle braci, siano esse generate da bracieri utilizzati per scaldarsi, da camini aperti lasciati accesi a lungo in locali poco ventilati o da altre fonti analoghe. Durante la fase di brace non è presente una fiamma viva: la temperatura di combustione si abbassa e la produzione di fumo visibile si riduce quasi completamente. Tuttavia, la legna o il carbone continuano a reagire con l’ossigeno dell’aria; in assenza di condizioni sufficienti per completare la combustione, si formano grandi quantità di monossido di carbonio. Questa situazione è particolarmente insidiosa perché, con la diminuzione del fumo e dell’odore, le persone tendono a sottovalutare il pericolo, restano nell’ambiente contaminato e, in molti casi, si addormentano. La fase di brace è quindi la più pericolosa, poiché produce elevate concentrazioni di monossido di carbonio in assenza di fiamme o segnali evidenti, proprio nel momento in cui il rischio è massimo e le possibilità di percepirlo sono minime.
monossido di carbonio vigili del fuoco ravenna

Come riconoscere i sintomi dell’intossicazione

L’intossicazione da monossido inizia in modo subdolo e i primi sintomi sono spesso ignorati o facilmente confondibili con disturbi comuni:

MAL DI TESTA: è il sintomo più frequente e spesso il più sottovalutato;
CAPOGIRO O SENSO DI VERTIGINE: sensazione di “testa leggera” o di svenimento;
NAUSEA E MALESSERE GENERALE: spesso confusa con indigestione;
SONNOLENZA E STANCHEZZA ANOMALA: sonno improvviso e affaticamento sproporzionato (molto insidioso perché favorisce l’addormentamento);
DIFFICOLTA’ DI CONCENTRAZIONE E CONFUSIONE;
DISTURBI ALLA VISTA;
PALPITAZIONI E RESPIRO ACCELLERATO;

Se più persone nello stesso ambiente presentano sintomi simili nello stesso momento, il sospetto di monossido di carbonio deve essere immediato!

Cosa fare

In caso di sospetta intossicazione da monossido di carbonio, la prima azione da compiere è arieggiare immediatamente i locali, aprendo porte e finestre. Contestualmente, se possibile e senza esporsi a rischi, è necessario spegnere l’apparecchio che potrebbe essere la fonte del monossido (come una caldaia o una stufa) oppure allontanarlo dall’ambiente, nel caso di dispositivi mobili come i bracieri.

Subito dopo è fondamentale chiamare il Numero Unico delle Emergenze 112, che attiverà tempestivamente i soccorsi, inviando personale sanitario e i Vigili del Fuoco.

ATTENZIONE!! Qualora si venga a conoscenza di una possibile intossicazione da monossido di carbonio e si tenti di prestare soccorso, è fondamentale ricordare che anche pochi minuti trascorsi in un ambiente contaminato possono essere estremamente pericolosi.
La presenza di persone gravemente intossicate o decedute indica infatti concentrazioni molto elevate di monossido di carbonio, tali da poter causare gravi intossicazioni anche a chi entra per prestare aiuto.

Conclusione

Il monossido di carbonio non si vede e non si sente, ma uccide. Bastano pochi accorgimenti per evitare tragedie che, troppo spesso, sono completamente prevenibili.