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Scuola, firmato il rinnovo economico del contratto 2025-27. Battistelli (Cisl ER): “ora la partita passa sulle regole”
Battistelli (Cisl ER)

Dalla CISL Scuola Emilia-Romagna fanno sapere che “Si chiude, come previsto, con la firma sulla parte economica il rinnovo del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Un accordo sottoscritto da tutte le principali sigle sindacali che porterà aumenti medi di circa 130 euro lordi mensili, immediatamente esigibili, e che si aggiungono agli incrementi già riconosciuti con il precedente rinnovo”.

Un risultato che, secondo la CISL Scuola Emilia-Romagna, rappresenta un passaggio importante ma non conclusivo. “È una firma significativa – sottolinea il segretario regionale Luca Battistelli – resa possibile dalla scelta di chiudere già a dicembre il contratto 2022-2024. Una continuità che oggi produce effetti concreti sulle retribuzioni”.

Nel complesso, avanzano da Cisl, “gli aumenti consolidano un percorso di recupero salariale per oltre un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori tra scuola, università, ricerca e Afam, di cui circa 100 mila in Emilia-Romagna. Una risposta ritenuta necessaria in un contesto segnato da inflazione e incertezza economica”.

La CISL rivendica in particolare “la scelta di destinare le risorse sugli stipendi base, considerata una leva fondamentale per rafforzare il potere d’acquisto. Allo stesso tempo, vengono giudicati positivamente gli interventi su alcune indennità e la valorizzazione di specifiche figure professionali”.

Ma per la Cisl “il confronto è tutt’altro che chiuso. Dopo la parte economica, si aprirà infatti il negoziato sulla componente normativa del contratto, che dovrà affrontare temi centrali come l’organizzazione del lavoro, le relazioni sindacali e la valorizzazione delle professionalità”.

“Il nostro impegno non si ferma – conclude il sindacalista della Cisl –. La vera sfida è ora costruire un contratto che riconosca pienamente il valore del lavoro nel settore dell’istruzione e della ricerca”.

Sul tavolo, chiudono dal sindacato, “resta anche l’incognita del contesto internazionale. Le tensioni geopolitiche e i possibili effetti sull’inflazione impongono, secondo il sindacato, una vigilanza costante e la necessità di verifiche future sulle risorse disponibili, per evitare una nuova erosione dei salari. Il rinnovo firmato oggi, dunque, segna un passo avanti ma apre una fase altrettanto delicata: quella in cui si misurerà la capacità del sistema di dare risposte strutturali e durature a un comparto strategico per il Paese”.