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Forlì Città Aperta: Una classe politica che minimizza fatti gravi non ci rappresenta né mai ci rappresenterà. Una riflessione sui fatti del 28/03 e sul successivo Consiglio Comunale

Il 28 marzo era previsto vicino a piazza Saffi un banchetto di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione”: un concetto politico nato nell’estrema destra europea che propone espulsioni su larga scala delle persone “straniere”. Abbiamo quindi lanciato un flashmob per distribuire volantini e spiegare quale sia realmente il significato di “remigrazione” e perché rappresenti l’istituzionalizzazione del razzismo. In piazza c’erano diverse persone appartenenti a vari gruppi, realtà associative, sindacali, liste civiche, così come cittadinɜ singolɜ e famiglie.

Durante lo scambio tra l’Assesore Cicognani e una persona che l’aveva avvicinato per dargli un volantino, l’Assessore è arrivato a dirsi fascista. Incalzato da alcune personɜ, ha ribadito nuovamente di definirsi tale per poi avvicinarsi a uno dei presenti, arrivandogli faccia a faccia con modalità percepibili come intimidatorie.
A nostro avviso, quanto accaduto è un fatto grave, non solo perché un Assessore si è dichiarato fascista, per poi giustificarsi in Consiglio Comunale dicendo di aver risposto con una “battuta infelice”, ma anche per l’atteggiamento con cui si è avvicinato alla persona che stava volantinando: un comportamento che non è assolutamente accettabile se si ricopre un ruolo istituzionale.

Lo scenario si è aggravato a seguito del Consiglio Comunale di martedì sera, in cui la Consigliera Scirri ha presentato un question time sulla vicenda, sentendosi dire dall’Assessore Cicognani che si sarebbe “prestata a un teatrino”. L’Assessore ha poi alluso al fatto che le persone in piazza non fossero “famiglie normali di persone normali”, ma “personaggi facenti riferimento ai centri sociali”. Posto che a Forlì, nostro malgrado, non risultano esserci centri sociali, quale sarebbe la disqualifica di farne parte? Perché parlare in modo denigratorio di persone che erano in piazza a manifestare liberamente e democraticamente il proprio dissenso verso un banchetto di estrema destra? Come se non bastasse, l’Assessore ha anche detto “devo capire se aveva l’autorizzazione per poter fare propaganda politica”: a meno che si sia tornati indietro di circa un secolo, non ci risulta che serva alcuna autorizzazione per poter fare del semplice volantinaggio in un luogo pubblico.

A coronare questo scenario è intervenuto il Consigliere Ragni, con affermazioni dal nostro punto di vista inqualificabili. Ha detto: “non abbiamo potuto esercitare il nostro diritto democratico di stare in piazza perché c’erano personaggi pericolosi – potete chiederlo alla Digos”, affermando di essere stato invitato dalle autorità a non fare il banchetto del suo partito. Non ci è chiaro se con ciò Ragni si riferisca al banchetto per la raccolta firme per la “remigrazione” – che è stato portato avanti – oppure a un altro banchetto di Fratelli d’Italia, nel qual caso sottolineiamo che non sapevamo che fosse previsto anche un altro banchetto e non siamo in alcun modo intervenutɜ per impedire che venisse fatto. Inoltre, ci chiediamo chi siano le “persone pericolose”, augurandoci che fossero nelle file dei militanti di CasaPound al banchetto dietro l’angolo e non nella compagine antifascista.

Ecco quindi che il “clima che si respirava in piazza” di cui parla Ragni è stato sì reso teso, ma non da chi stava volantinando, bensì da un Assessore comunale che si è ripetutamente dichiarato fascista per poi avvicinarsi a muso duro verso un libero cittadino.
Ci chiediamo quindi se sia questa la classe politica che vogliamo al governo della nostra città: una classe politica che scherza sul fascismo e che minimizza nell’aula del Consiglio Comunale. Se Ragni ha avuto il coraggio di definire “una grande eleganza” la risposta di Cicognani, noi invece affermiamo con forza che si tratta di una grande vergogna e chiediamo che l’Assessore risponda delle proprie azioni dimettendosi dalla carica che, a nostro avviso, non è degno di ricoprire.

Forlì Città Aperta