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Forlì resta in A2. Così è andata in porto l’operazione salvezza 

C’è voluta la miglior partita giocata in casa da Forlì negli ultimi due campionati per agguantare la salvezza matematica, a tre giornate dalla fine della stagione regolare. La migliore perché la più intensa, contro una squadra forte e motivata e perché vinta alla distanza, proprio in quell’ultimo periodo che in tante occasioni è risultato fatale ai biancorossi. Una bella mano l’ha data Damion Rosser, l’americano chiamato a sostituire l’infortunato Harper: 17 punti e 9 rimbalzi, molta sostanza e forza fisica che sono state determinanti. Brava la società Pallacanestro 2.015 Forlì a fare l’ennesimo sforzo economico e a pescare il jolly.

Il primo quarto è da <sogno o son desto?>: 29 punti in 20 minuti e un Gaspardo che ha ricordato il giocatore che anni fa indossò la maglia azzurra. Ma dopo 25 minuti dal via, giunti al 40-29 per una Forlì col vento in poppa, tre delle diciassette palle perse totali (troppe) hanno dato il ‘la’ alla rimonta della Libertas Livorno, sospinta dall’ex Lorenzo Penna e dalla coppia Usa Woodson-Tiby. A quel punto, una volta costretti a inseguire dopo aver a lungo comandato, è emerso il carattere di Forlì, in particolare dell’uomo che per tutta la stagione ne ha incarnato lo spirito battagliero: Simone Pepe. Mentre il centro Stephens ha fatto vedere i sorci verdi ai lunghi avversari, Pepe ha dato la carica con una serie di difese e 5 punti nel finale di terzo quarto che ha permesso ai biancorossi di restare a stretto contatto.

In avvio di ultima frazione, già nota la sconfitta di Cento, la cui partita era iniziata un’ora prima, il 71-78 sul tabellone lasciava pensare che non sarebbe stata la serata giusta per cantar vittoria. Invece da lì in poi, il 20-8 innescato dalla voce grossa del nuovo arrivato Rosser ha fatto esplodere il Palafiera. Forlì si è conquistata il diritto di stare in A2 anche l’anno prossimo. E l’ha meritato.