Logo
“Evitiamo che si ripeta il dramma del 2023”: nasce un nuovo piano di comunicazione per informare i cittadini su come comportarsi nelle emergenze

La campagna di informazione partirà a maggio, coinvolgendo Forlì e i 14 Comuni dell’Unione della Romagna Forlivese. Sarà sui social e con incontri pubblici

Informare i cittadini per insegnare loro come comportarsi durante le situazioni di pericolo, evitando che si ripeta il dramma del 2023 dove morirono tre persone durante l’alluvione. È la base della campagna di comunicazione del Piano di Protezione Civile che coinvolgerà il Comune di Forlì e i 14 Comuni dell’Unione dei Comuni della Romagna forlivese a partire da maggio. Un’operazione di prevenzione per evitare che capitino nuovamente situazioni createsi durante l’alluvione del maggio del 2023 che oltre alle esondazioni in pianura, causò oltre settemila frane nella sola Modigliana e in tante altre aree.

“I piani per salvarsi e per salvare altre persone in queste situazioni di pericolo ci sono e sono sempre aggiornati, ma non arrivano ai cittadini – spiega Marcello Arfelli, responsabile della Protezione Civile -. Per questo motivo abbiamo ideato un piano di comunicazione che coinvolge Forlì e tutta l’Unione dei Comuni della Romagna forlivese per informare in maniera semplice come comportarsi e lo faremo attraverso i social network ed incontri. Sappiamo che non si tratta di un obiettivo semplice da raggiungere, ed infatti a fine anno trarremo un primo bilancio per vedere i risultati ottenuti, ma crediamo sia l’unica strada per affrontare le tragedie e per non rincorrerle”.

La campagna è stata affidata all’agenzia di comunicazione Bucaneve di Napoli, che ha vinto un bando nazionale, e si in intitola ‘Dalla pianura alla montagna – Un solo Piano, tante comunità più sicure’. Una strategia studiata grazie ad una analisi dei piani esistenti grazie anche all’intelligenza artificiale, in modo da individuare le criticità comunicative per esporla nella maniera più chiara possibile.

“La nostra campagna punta a semplificare i messaggi – spiega Alessandro Mazza dell’agenzia Bucaneve – perché ci siamo resi conti che spesso le persone rifiutano il concetto di rischio. Avremo quindi messaggi chiari, colori legati ai livelli di allerti e punteremo su quattro pilastri: famiglia, volontariato, scuola e persone fragili. Tre saranno gli elementi naturali che tratteremo: l’acqua, ovvero le piene dei fiumi e le alluvioni, la terra, intesa come frane e viabilità, e il fuoco, ovvero incendi boschivi e terremoti. Vogliamo quindi trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli, per parlare di come affrontare i rischi senza creare paura. La nostra campagna avrà un’identità visiva coordinata con tutti i comuni e prevede la pubblicazione sui profili Facebook e Instagram istituzionali di immagini, messaggi e testi. Su Instagram avremo messaggi più immediati per un pubblico più giovane, mentre su Facebook ci saranno approfondimenti per gli adulti: una scelta legata al target dei due social network”.

La campagna si articolerà in due momenti. A maggio e a giugno verranno trattati i rischi primaverili ed estivi, mentre ad ottobre e novembre si perlerà degli eventi metereologici e naturali presenti in autunno. Sui social ci sarà la pubblicazione di contenuti a cadenza settimanale o quindicinale, ma la campagna prevede anche 180 ore di attività sul territorio suddivisi in sette incontri nei comuni. Il progetto si affianca a quello già in programma nelle scuole elementari e superiori (ripartito nel 2025 dopo lo stop dovuto al Covid ) con i format ‘A scuola di terremoto’, e coinvolge dai 1700 ai 2500. “Grazie ai ragazzi portiamo nelle case le regole per l’autoprotezione – sottolinea Arfelli – e puntiamo a raggiungere in dieci anni circa 180.000 persone del territorio”.

Il nuovo piano di comunicazione ha avuto riscontri positivi anche dai sindaci che nel 2023 hanno vissuto una situazione di grave emergenza. “I piani esistono ma sono spesso conosciuti da pochi addetti ai lavori e durante l’alluvione ci siamo accorti come si debbano modificare per prevedere norme eccezionali – sottolinea Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì -. In quei giorni non abbiamo potuto neanche spostare i fanghi prima di un assenso dal Governo, perché erano considerati rifiuti speciali. Questa campagna di comunicazione è di fondamentale importanza, perché bisogna sapere come agire soprattutto nelle prime 24 ore e i giovani devono essere i primi a conoscere i piani per riportarli poi nelle famiglie”. Della stessa idea è Francesco Tassinari, sindaco di Dovadola e presidente dell’Unione della Romagna Forlivese: “Bisogna che la popolazione sappia come comportarsi nelle emergenze e ce ne siamo accorti nel 2023: con questi insegnamenti le persone saranno più sicure”.