Società
|Legacoop Romagna: “Solidarietà a de Pascale per le provocazioni di Forza Nuova. La storia non è un’opinione”
I festeggiamenti per il 25 aprile non possono essere intaccati dal circo indegno organizzato a Predappio dai provocatori professionali di Forza Nuova, ma continua a destare meraviglia il fiancheggiamento scivoloso alla propaganda neofascista prestato da chi ha giurato fedeltà alla Repubblica. Non solo e non tanto dall’ormai ex generale Vannacci, ma soprattutto dalla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
I cooperatori di Legacoop Romagna esprimono quindi massima solidarietà al presidente della Regione, Michele de Pascale, che ha giustamente alzato la voce contro la manifestazione prevista sabato alla ex Caproni, ricevendo in cambio insulti e minacce via social da una sparuta, rumorosa e vigliacca minoranza di nostalgici.
Noi cooperatori lo sappiamo bene: la Festa della Liberazione celebra la vittoria della Resistenza antifascista e la fine dell’occupazione nazifascista in Italia. Mettere sullo stesso piano i Partigiani, che combattevano per la democrazia e i fascisti repubblichini di Salò, come ha fatto il senatore La Russa, genera una pericolosa ed assurda distorsione storica.
A La Russa può far comodo non ricordarlo, ma la RSI fu voluta e creata da Adolf Hitler in persona, che la edificò come stato collaborazionista del regime nazista dopo l’8 settembre 1943. Il fantoccio Benito Mussolini, che aveva trascinato l’Italia in guerra e sotto i bombardamenti, era sottomesso agli ordini degli aguzzini del Terzo Reich, che lo avevano prelevato dal Gran Sasso per dare legittimità all’invasione e vessazione dell’Italia.
Questi i fatti storici. Non si tratta di negare il dolore dei caduti, ma di riconoscere le responsabilità e le differenze tra chi combatteva per la libertà, come i Partigiani, e di chi sosteneva l’oppressione straniera e collaborò all’Olocausto, come le brigate nere dell’ex duce.
La Romagna non merita le provocazioni sempre più assurde di chi non è in grado di distinguere, 81 anni dopo, tra riconciliazione umana e giudizio storico. E non lo meritano le forze dell’ordine di Forlì-Cesena, costrette a sottostare ad assurde tensioni organizzative, mentre dovrebbero essere impegnate su ben altri fronti.
Quanto a noi, non abbiamo dubbio alcuno. Parteciperemo alle manifestazioni pubbliche per il 25 aprile organizzate da tutti i Comuni della Romagna. Ci commuoveremo cantando Bella Ciao e l’Inno di Mameli. Ricorderemo che i valori della Cooperazione, rinata in tutta la Romagna dopo la Liberazione – grazie all’impulso di tanti cooperatori che avevano partecipato alla lotta partigiana –, ma capace di sopravvivere con alcuni presidi anche al ventennio fascista, sono gli stessi di una Democrazia italiana nata grazie alla lotta di Resistenza.
Per il secondo anno consecutivo, grazie all’impegno degli amici della Cooperativa Sillaba, contribuiremo a regalare ai romagnoli che vorranno partecipare, un evento come “Che pace la sera – 1946-2026, una piccola festa del teatro per gli 80 anni del voto alle donne”, che si terrà sabato 25 aprile, a partire dalle 17,30 al Parco Poesia Pascoli di Villa Torlonia, a San Mauro Pascoli. Perché anche quel primo voto alle donne giunse grazie alla Resistenza, che aveva scelto di garantire pari diritti a tutte ed a tutti.
La Storia non è un’opinione.
Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva l’Italia democratica e antifascista!


