Predappio, salta il convegno neofascista del 25 Aprile: area inagibile, evento bloccato
Salta il convegno dell’estrema destra previsto per il 25 Aprile a Predappio. L’iniziativa dal titolo “La fine dell’antifascismo”, organizzata da Fahrenheit 2022 in collaborazione con Forza Nuova, è stata bloccata dopo le verifiche delle autorità sulla sicurezza dell’area individuata.
La decisione è maturata nel corso di un incontro in Prefettura, alla presenza del prefetto Rinaldo Argentieri, delle forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e del sindaco Roberto Canali. Al centro, le condizioni dell’area dell’ex stabilimento “L’Arte” (ex Caproni), dove era previsto il raduno.
Dai controlli è emerso che la zona, destinata a uso artigianale, si trova in «condizioni di grave e generale degrado e pericolosità» e che gli edifici risultano «privi di agibilità». Una situazione che ha portato a un giudizio unanime: l’area è «assolutamente inidonea» a ospitare l’evento.
Non solo. Secondo quanto emerso, gli organizzatori non avrebbero presentato la documentazione necessaria, in particolare quella relativa ai requisiti di sicurezza. Per questo, sempre all’unanimità, è stata indicata la necessità di un’ordinanza urgente del sindaco per prevenire rischi per l’incolumità pubblica.
L’evento e le polemiche
Il convegno, previsto proprio nel giorno della Liberazione, aveva già acceso un forte scontro politico. Tra i partecipanti annunciati figuravano esponenti della destra radicale italiana e internazionale, tra cui il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. I temi dell’iniziativa spaziavano da geopolitica e giustizia fino a riferimenti controversi come l’assalto alla sede nazionale della CGIL del 9 ottobre 2021.
Le reazioni: “Una provocazione”
Prima ancora dello stop, erano arrivate dure prese di posizione. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, aveva definito l’iniziativa «l’ennesima vergogna», ribadendo che «l’Italia e la sua Costituzione sono antifasciste».
Il Partito Democratico locale aveva parlato di «insulto alla memoria della Resistenza», mentre la CGIL di Forlì-Cesena aveva denunciato «una provocazione grave che mette in discussione i valori democratici».
Anche l’assessora regionale Gessica Allegni aveva sottolineato il carattere «provocatorio» dell’iniziativa, evidenziando la presenza di esponenti di movimenti radicali stranieri e parlando di «tentativo di calpestare i valori della Costituzione».
«Ennesima provocazione fascista – l’avevano definita dal PCI, esprimendo totale condanna per un’iniziativa ritenuta “infame e dissacrante, soprattutto in una data simbolica come quella della Liberazione».
Dal territorio, il consigliere comunale Edoardo Rossi (M5S) aveva ribadito che «Predappio è legata alla storia della Resistenza e ai valori del 25 aprile», prendendo le distanze dall’evento.
Lo stop deciso per motivi di sicurezza chiude, almeno per ora, la vicenda sul piano organizzativo. Ma resta aperto il confronto politico su un’iniziativa che, già prima dell’annullamento, aveva riacceso il dibattito sul significato del 25 aprile e sull’uso simbolico di Predappio.


