Incendi boschivi in Emilia-Romagna: aggiornato il Piano regionale 2022-2026, più prevenzione in Appennino
Cambiamento climatico, temperature in aumento e periodi di siccità sempre più lunghi stanno rendendo i boschi dell’Appennino emiliano-romagnolo più vulnerabili agli incendi. In questo scenario la Regione rafforza il sistema di prevenzione e intervento, aggiornando il Piano regionale antincendi boschivi 2022-2026 e mettendo in campo nuove risorse per le aree interne.
Il Piano, valido fino al 2027, punta a rendere più efficace il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti e a migliorare la capacità di risposta del territorio. Al centro del documento c’è il rafforzamento del sistema di monitoraggio del rischio, l’aggiornamento delle banche dati e del catasto delle aree percorse dal fuoco, oltre all’individuazione delle zone e dei periodi più esposti, nei quali scattano misure specifiche di prevenzione, divieti e sanzioni.
Particolare attenzione viene riservata alle aree di interfaccia, cioè quelle a contatto tra boschi e centri abitati, e al coinvolgimento delle comunità locali nelle attività di prevenzione. Il sistema regionale si basa sulla collaborazione tra Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Arpae, enti locali e volontariato, con l’obiettivo di garantire interventi sempre più tempestivi ed efficaci.
Accanto all’aggiornamento del Piano, la Regione ha previsto nuovi interventi per le aree interne nell’ambito della Strategia nazionale (Snai), destinati a rafforzare la prevenzione degli incendi boschivi attraverso la manutenzione del bosco, il miglioramento della viabilità forestale e la realizzazione di infrastrutture utili alle operazioni di spegnimento e soccorso.
Le risorse sono ripartite tra le diverse aree appenniniche dell’Emilia-Romagna e interessano complessivamente 60 Comuni, dalle province di Piacenza e Parma fino alla Romagna, compreso l’Appennino forlivese e cesenate.
“Il cambiamento climatico sta rendendo il territorio sempre più esposto al rischio incendi, soprattutto lungo l’Appennino, dove siccità e temperature elevate aumentano la vulnerabilità dei boschi e rendono più complesso intervenire”, sottolineano la sottosegretaria alla Protezione civile Manuela Rontini e gli assessori regionali Gessica Allegni e Davide Baruffi. “Per questo rafforziamo le politiche di prevenzione, aggiornando il Piano regionale e intervenendo nei territori più esposti, con l’obiettivo di rendere più efficace il coordinamento e aumentare la capacità operativa”.
Secondo la Regione, gli interventi mirano a migliorare l’accessibilità delle aree più isolate, sostenere la gestione attiva del bosco e potenziare le infrastrutture a supporto delle attività di spegnimento, così da garantire una risposta più rapida in caso di emergenza e una maggiore tutela delle comunità che vivono nei territori appenninici.
Il Piano conferma inoltre il ruolo centrale della prevenzione, del monitoraggio continuo e della formazione del volontariato di Protezione civile, insieme al rafforzamento delle procedure operative e della pianificazione territoriale.
Un impianto che, nelle intenzioni della Regione, punta non solo a contrastare gli incendi, ma anche a presidiare in modo più strutturato le aree fragili dell’Appennino, dove il rischio ambientale si intreccia con la necessità di tutela delle comunità locali e del patrimonio naturale.


