Protezione civile, approvato il Rendiconto 2025: oltre 600 operatori e 20mila volontari in Emilia-Romagna
Oltre 600 dipendenti, più di 20mila volontari e quasi 500 milioni di euro destinati alla sicurezza del territorio. Sono i numeri del Rendiconto 2025 dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna, illustrato in commissione Bilancio dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e approvato senza voti contrari.
A presentare il documento sono stati la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta con delega alla Protezione civile Manuela Rontini e il direttore dell’Agenzia Massimo Camprini.
Nel 2025 il 99,75% delle risorse assegnate all’Agenzia è stato mobilitato e destinato a interventi concreti di messa in sicurezza, cantieri, assistenza alla popolazione e gestione delle emergenze.
Il bilancio complessivo dell’Agenzia ha raggiunto circa 489 milioni di euro: il 33% delle risorse proviene da fondi statali, il 13% da fondi regionali, il 12% da fondi europei, mentre il restante 42% riguarda programmazioni pluriennali. Solo i fondi regionali ammontano a 63 milioni di euro, con un incremento del 32% rispetto al 2024.
“L’Agenzia regionale di Protezione civile rappresenta sempre di più un presidio fondamentale di sicurezza per il territorio e le nostre comunità”, ha sottolineato Rontini. “Questi numeri raccontano un’attività quotidiana senza sosta di decine e decine di tecnici a cui va il nostro ringraziamento per il lavoro instancabile”.
Secondo la sottosegretaria, la struttura svolge oggi “un ruolo fondamentale di coordinamento degli interventi, supporto agli enti locali, gestione e previsione delle emergenze e valorizzazione del volontariato organizzato”.
“Continueremo a sostenere e potenziare l’Agenzia regionale, garantendo risorse adeguate, strumenti operativi moderni e personale qualificato”, aggiunge Rontini.
I dati illustrati in commissione confermano l’elevata fragilità del territorio regionale: il 100% dei Comuni dell’Emilia-Romagna presenta aree a rischio elevato o molto elevato di frane, criticità idrauliche o erosione costiera, mentre il 60% della superficie regionale è classificato a elevata pericolosità idrogeologica.
Nel solo 2025 sono stati programmati interventi per 274 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza di fiumi, frane e costa. Per il triennio 2026-2028 sono previsti ulteriori 171 milioni.
Particolarmente rilevante anche l’attività successiva alle alluvioni del maggio 2023 e del settembre-ottobre 2024: sono stati attivati 253 interventi sul reticolo idraulico e mobilitati oltre 305 milioni di euro di finanziamenti del commissario straordinario per la ricostruzione.
Sul fronte del monitoraggio e delle emergenze, nel 2025 il sistema regionale AllertaMeteoER ha generato 678 invii di allerta a cittadini e istituzioni. Tra queste, 125 allerte meteo-idrogeologiche e idrauliche in fase previsionale, oltre 237mila sms inviati, 226 allerte per superamento del livello 2 dei fiumi e 30 per il superamento del livello 3.
La sala operativa regionale è rimasta attiva in modalità straordinaria per 14 giorni complessivi per affrontare emergenze sul territorio, mentre per altri 63 giorni ha coordinato gli interventi legati agli incendi boschivi.
Nel rendiconto trovano spazio anche gli investimenti in ricerca e formazione: 2,2 milioni di euro sono stati destinati al potenziamento del sistema regionale e 740mila euro a dieci convenzioni con università e centri di competenza.
Nel dibattito politico successivo alla presentazione, Fabrizio Castellari del Partito Democratico ha sottolineato “l’importante lavoro svolto sul fronte delle frane attive” e il valore del volontariato, mentre Fausto Gianella di Fratelli d’Italia ha parlato di “luci e ombre” nel rendiconto, criticando il numero dei residui attivi e i tempi di chiusura dei procedimenti amministrativi.


