Dalla Regione 70mila euro al MAR per il progetto espositivo dedicato a Nicola Samorì e alla Gipsoteca
Il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna ha ottenuto un importante contributo di 70.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna (nell’ambito della Legge Regionale 21/2023) per il progetto espositivo dedicato a Nicola Samorì, tra i più autorevoli artisti italiani contemporanei riconosciuti a livello internazionale.
Il progetto è stato individuato come esempio virtuoso di promozione culturale capace di mettere in relazione il patrimonio storico della città con i linguaggi dell’arte contemporanea. “L’assegnazione di questo contributo – afferma l’Assessore alla cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia – conferma la grande attenzione che la Regione riconosce al lavoro che il MAR sta conducendo in questi anni. Un lavoro importante di coinvolgimento della comunità, di rinnovamento nelle strutture, di valorizzazione e ampliamento del patrimonio e un forte impegno nella programmazione culturale. E’ un risultato rilevante che rende merito alla grande professionalità e impegno di vi lavora quotidianamente.”
La mostra, a cura di Denis Isaia e in programma dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, nascerà dal dialogo tra le opere di Nicola Samorì e la Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, custodita presso il MAR e oggetto, a sua volta, di un importante intervento di valorizzazione sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso i Piani Museali 2026.
La ricerca di Nicola Samorì, profondamente legata alla tradizione figurativa europea ma al tempo stesso orientata a metterne in crisi forme e significati, entrerà in relazione con i calchi storici della Gipsoteca in un percorso che intreccia memoria, trasformazione, materia e identità culturale.
Proprio questa capacità di creare connessioni tra patrimonio, contemporaneità e comunità ha rappresentato uno degli elementi centrali che hanno portato al riconoscimento del contributo regionale.
La valorizzazione della Gipsoteca assume in questo contesto un ruolo centrale: non solo come patrimonio da conservare, ma come luogo vivo di studio, ricerca e produzione culturale. La collezione diventa così parte attiva di una riflessione contemporanea sul rapporto tra copia e trasformazione, tradizione e sperimentazione, riaffermando il legame tra identità culturale del territorio e ricerca artistica internazionale.


