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Il commosso ricordo di Arianna Marchi nella nuova Sala Formazione della coop Zerocerchio, c’era anche Pier Luigi Bersani

Momenti di grande commozione hanno caratterizzato il quinto anniversario della scomparsa di Arianna Marchi, già presidente della Cooperativa Sociale “Zerocento”, celebrato da coop “Zerocerchio” erede della precedente, inaugurando la nuova Sala Formazione, che porta il suo nome (nella sede di Faenza in Viale delle Ceramiche 43). Nella prima serata di mercoledì 13 maggio, alla presenza di Pier Luigi Bersani, caro amico di Arianna, erano in tanti fra amici e colleghi che l’avevano affiancata ed apprezzata nella vita lavorativa e di tutti i giorni.

La pur capiente Sala Formazione non è bastata ad accoglierli tutti e diversi si sono fermati nel corridoio laterale ad ascoltare le parole di ricordo che sono state pronunciate da Luca Ortolani, Linda Errani, Max Muccinelli e dallo stesso Bersani. In sala c’erano anche Valeria Callegari (già presidente di Zerocento), Gabriele Albonetti (ex presidente della Provincia di Ravenna e deputato per due legislature), il consigliere regionale del Pd Niccolò Bosi, il segretario provinciale del Pd e vicesindaco di Solarolo Nicola Dalmonte, oltre a numerosi esponenti del mondo della cooperazione. Nella Sala Formazione adesso su una parete c’è un’opera d’arte, realizzata dalla giovane Giulia, in cui viene riassunta la presenza di Arianna Marchi con il quadro sormontato dalla frase “fai per bene, eh!” che caratterizzava la compianta presidente.

Chi era Arianna Marchi

Nata il 26 novembre del 1969, di Fognano, Marchi era entrata in Zerocento nel 1988 per lavorare negli asili nidi. Al convenzionamento per la gestione totale del primo servizio di asilo nido tra Cooperativa e Comune di Faenza, aveva ricevuto l’incarico di coordinatrice del servizio. Qualche anno dopo venne chiamata a collaborare con l’allora ufficio centrale della Cooperativa occupandosi di mobilità del personale e organizzazione dei servizi, in particolare per quanto riguardava i Centri Estivi.

Successivamente ricoprì all’interno della cooperativa vari ruoli, tra cui anche quello di Responsabile della Qualità. A partire dal 2001 cominciò a seguire le iniziative di sviluppo e le nuove progettualità, in particolare dedicandosi alla nascita di una cooperativa sociale finalizzata all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, la PrimaBi. L’avventura nella cooperazione di inserimento lavorativo, nel 2011 si integrò con un’altra attività, quando venne “richiamata” in Zerocento come Responsabile dell’Area Infanzia. Fu eletta nel consiglio di amministrazione nel maggio del 2012 e nominata vicepresidente, per poi, nel 2014 assumere il ruolo di presidente, raccogliendo il testimone da Valeria Callegari.

Fra i tanti progetti, Arianna Marchi aveva condotto l’aggregazione tra Zerocento e le cooperative sociali di inserimento lavorativo “PrimaBi” e “Il Pino” e la conseguente trasformazione di “Zerocento” in cooperativa sociale A+B. Era poi entrata a far parte del consiglio di amministrazione del Consorzio Sociale Romagnolo. Sin dalla fondazione faceva parte degli organismi dirigenti di Legacoop Romagna, dove è stata instancabile animatrice dell’elaborazione legata alla cooperazione sociale. Nonostante la malattia si spese fino all’ultimo nella gestione della cooperativa e nella tutela della sua base sociale in un difficile contesto economico. Grazie al lavoro di Arianna e delle centinaia di soci, la Zerocento ha rappresentato una vera e propria eccellenza imprenditoriale, un’azienda ben gestita e protagonista di quel particolare sistema di welfare comunitario, frutto della coesione sociale dei territori. Morì il 27 aprile 2021.

Arianna Marchi

Il ricordo di Luca Ortolani

“Arianna non è mai stata ferma, non lo era dalla mattina prestissimo quando usciva di casa e in quella capacità tutta femminile di riuscire a fare tutto – ha detto l’assessore Luca Ortolani -. Tornava a casa alla sera con gli stessi tacchi alti 12 centimetri con cui era partita alle 6 del mattino e durante queste giornate interpretava quello che era una società che nel tempo cambiava e aveva bisogno di strumenti nuovi per dare quelle risposte. Lo faceva Arianna, sia nella politica, dove è stata impegnata anche nei partiti della nostra città e del nostro territorio, è stata anche candidata nel 2018 per la Camera dei Deputati. Lo faceva soprattutto attraverso la cooperazione, attraverso quello che per lei era uno strumento per provare a cambiare la nostra società: da una parte la politica, dall’altra il lavoro operativo e la cooperazione, veramente come uno strumento di innovazione. Credo che Zerocerchio oggi sia davvero ancora nel solco di quello che faceva Arianna: di provare a cambiare, a strutturarsi, per essere sempre capace di interpretare delle difficoltà che sono sempre diverse”.

Nel dicembre 2019 Arianna Marchi fu tra i “150 coraggiosi” a sostegno di Luca Ortolani e della lista elettorale “Emilia-Romagna Coraggiosa” alla consultazione amministrativa della Regione del gennaio 2020 “per la costruzione di un nuovo centrosinistra moderno, progressista, ecologista e femminista, attento ai diritti e capace di guardare al futuro confrontandosi con le nuove sfide, tenendo fermi i valori di giustizia e uguaglianza che l’hanno sempre contraddistinto”.

Errani: al suo fianco per anni

Ha poi preso la parola Linda Errani che è stata direttrice di Zerocento ed ha lavorato con Arianna Marchi. “Lavorare con Arianna significava sentirsi parte di un progetto che guardava a qualche cosa di più ampio e a qualche cosa di più alto. Quando, sommersi, e ci capita spesso verso le scadenze, dalle emergenze quotidiane, da quel particolare che rischia di schiacciarti, lei arrivava sempre e con una calma disarmante riusciva a spostare l’orizzonte. La sua forza non era soltanto nel ruolo che esercitava e lo esercitava bene, ma era in quella passione che ti contagiava, ti faceva sentire che non stavamo soltanto gestendo una cooperativa, per quanto sia importante, rilevante, ma che stavamo anche costruendo attraverso quella cooperativa un pezzettino di mondo migliore. C’è un punto su cui Arianna non transigeva ed era la professionalità – ha proseguito Linda Errani -. Per lei essere cooperatori non era un ripiego, non era qualcosa che capitava nella vita, né una missione basata soltanto sul buon cuore, che serve: era qualche cosa che andava oltre. Era una professione che richiedeva rigore, studio e costante aggiornamento. Credeva fortemente nel merito quale strumento di affermazione del valore del lavoro sociale, che senza competenze è inevitabilmente più fragile. Ci ha insegnato che il merito non ci serve per primeggiare sugli altri, ma per generare valore verso quella collettività su cui agiamo il nostro impegno e che la competenza ne è un presupposto fondamentale”.

Prima Zerocento, poi Zerocerchio, è da tanti anni in una porzione del grande immobile che fu il convento delle suore clarisse con ingresso in Viale delle Ceramiche 43 accanto all’asilo nido Tatapatata da essa gestito. Negli ultimi mesi la ha ha acquistata e ne ha decisa la ristrutturazione, curata dallo studio d’architettura di Grazia Ghetti e Corrado Venturini. “Quando abbiamo cominciato a parlare della ristrutturazione – ha sottolienato Linda Errani – ci siamo anche detti che la nostra scelta non poteva che essere quella di intitolare ad Arianna la Sala Formazione. E’ anche qui che oggi i quasi 1.200 tra soci e soci dipendenti della cooperativa Zerocerchio si ritrovano per gli incontri, per i confronti.

Muccinelli: una presenza che rimane

Per Max Muccinelli, collega ed amico, “Arianna è ancora una presenza viva nella storia della nostra cooperativa, nel modo in cui affrontiamo i problemi, nelle parole che usiamo, nelle relazioni che proviamo a custodire, nell’orgoglio con cui continuiamo a fare il nostro lavoro. Chi l’ha conosciuta sa che la sua presenza si avvertiva ancora prima di vederla arrivare. Intitolare a lei questa Sala Formazione significa dire che il suo modo di intendere la cooperazione continua a parlarci. Significa ricordarci che formazione non è solo aggiornamento professionale, trasmissione di cultura, cura del pensiero, costruzione di identità. Credo che il modo migliore per ricordarla sia continuare a fare quello che ci ha chiesto tante volte: fare per bene il nostro lavoro, fare per bene le relazioni, fare per bene le scelte difficili”.

Bersani: fai per bene

Pier Luigi Bersani, che ha ricoperto tanti ruoli istituzionali in Emilia-Romagna ed in Italia, ha ricordato l’amica Arianna Marchi rammaricandosi che non ci siano state molte opportunità per incontrarsi. “In lei c’era personalità, c’era professionalità, era appassionata alle cose che faceva e c’era il suo sorriso. Lei diceva ‘fai per bene’: tre parole che la riassumono benissimo. Fare per bene non è solo fare per arrivare al risultato con efficacia, vuole anche dire fare con dentro un senso, un valore, un’etica, un’idea. Se no, fare e basta non serve a niente. E quel senso lo ritroviamo ancora oggi, come per lei in quegli anni. E alla fine è concepire la questione sociale, la questione dei più deboli, quelli in difficoltà, concepirla non come un’azione compassionevole verso un pezzo di società, non come una cosa marginale rispetto alla società, ma come la chiave”.

Un Premio e borse di studio

La cooperativa Zerocerchio ha deciso alla fine del 2025 di istituire il “Premio Arianna Marchi” un’iniziativa per sostenere i figli e le figlie delle nostre socie e dei soci nei loro percorsi di studio. Sono state distribuite 19 borse di studio durante l’assemblea generale a Bagnacavallo. E’ stato scelto di premiare da un lato il merito, ma anche l’impegno e la dedizione di quei ragazzi nel raggiungere obiettivi e traguardi formativi importanti. C’è anche soddisfazione per la scelta di Legacoop Romagna di dedicare ad Arianna Marchi 10 borse di studio a giovani studentesse delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche: un modo per contribuire ad abbattere le barriere, i pregiudizi, il divario di genere, sostenendo quelle giovani donne nella conquista di quegli spazi che in cui il loro talento è prezioso e necessario.

Il murale che ricorda Arianna Marchi

Nella mattinata di sabato 30 ottobre 2021 in via Ravegnana 139 venne inaugurato il murale “Coltivare Arte, Raccogliere Comunità”, realizzato in memoria di Arianna Marchi. Lei stessa fu l’ideatrice del progetto per realizzare l’opera, che seguì personalmente fino agli ultimi giorni della malattia che la strappò alla vita il 27 aprile 2021.
Il murale che venne inaugurato nacque dal bando “Più buono e più bello – Coltivare arte, raccogliere comunità”, elaborato dalla Marchi assieme al corpo docente dell’indirizzo Artistico del Liceo Torricelli-Ballardini. La selezione, a cui parteciparono più di 60 bozzetti, richiedeva la progettazione di un elemento decorativo per una delle facciate del magazzino della cooperativa, situato, appunto in via Ravegnana 139 a Faenza. I progetti dovevano ispirarsi alla cultura cooperativa, alla storia, alle caratteristiche sociali e all’attività di Zerocento. Il disegno vincitore, ideato da Nicola Di Puorto della classe 5^ AA ed intitolato “Seeds of Love”, fu realizzato dall’artista faentino Kry (Cristiano Marchetti). “E’ un’opera che ci ricorderà per sempre Arianna, sia per il suo contenuto, sia per il modo in cui lei stessa ha voluto che venisse realizzata, in strettissimo legame con il territorio e la sua cooperativa”, disse l’allora presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti.

Una fusione efficace

Zerocerchio è nata dalla fusione fra Zerocento di Faenza e Il Cerchio di Ravenna; con circa 1.200 soci e dipendenti unisce forze e competenze per offrire servizi sociali di qualità sul territorio provinciale. E’ al fianco di ogni persona, dai più piccoli agli anziani, dalle persone con disabilità fisiche o psichiche a chi si trova in situazioni di emarginazione o disagio, offrendo servizi personalizzati che rispondono alle esigenze specifiche di ciascuno.

Arianna Marchi