Musica
|Romagna in Fiore, Irene Grandi apre il tour con il concerto a Forlì: “Sui temi ambientali non bisogna abbassare la guardia”
Per il terzo anno della rassegna Romagna in Fiore, lo spin-off del Ravenna Festival ospitato simbolicamente nei luoghi più colpiti dall’alluvione del 2023, il parco urbano di Forlì accoglierà Irene Grandi, che si esibirà in concerto, alle 17.00 di domenica 17 maggio, aprendo il suo nuovo tour estivo “Fiera di me 2026”.
Quello della cantautrice toscana con Forlì è ormai un rapporto solido, che ha anche intrecci professionali, come spiega lei stessa: “In questi ultimi due anni ci sono venuta più volte perchè Marco Sabiu, direttore musicale del mio tour, oltre che produttore e direttore d’orchestra, abita proprio a Forlì; si può dire che questo concerto sia nato in questa città, quindi per me è un grande piacere partire da qui.”
Un legame con questo territorio che va oltre la sfera lavorativa e intreccia anche quella personale: “Sono molto affezionata a questi posti, mi riconosco nella Romagna perché mi sento vicina alle attitudini delle persone che ci vivono, come loro sono solare e lavoratrice. La gente poi è ospitale, il pubblico è caldo, non si può non stare bene quando si viene qui.”
Per Irene Grandi è quindi molto importante la presenza in un evento che vuole ricordare la catastrofe che ha messo in ginocchio intere aree della Romagna e porre maggiore attenzione ai temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale: “È importante cantare in questo luogo simbolo, mi hanno detto infatti che l’area del parco urbano è stata fondamentale affinché l’acqua non si riversasse nel centro della città. L’attenzione su questi temi è spesso vaga e aumenta solo nei momenti successivi ai disastri. È fondamentale che nei luoghi in cui è successo qualcosa se ne continui a parlare, ed è necessario farlo per evitare che succeda di nuovo; in Italia si può e si deve fare di più in merito a queste problematiche, iniziando appunto col parlarne.”
Parlare di questi temi, dunque, anche da parte del mondo dello spettacolo, in un Paese però in cui spesso viene suggerito agli artisti di rimanere all’interno della loro sfera, cosa su cui la cantautrice toscana non è d’accordo: “Bisognerebbe sempre e comunque seguire le proprie sensibilità. Nel passato si prendeva posizione molto più spesso, ma se ci si sente vicini a determinate tematiche è giusto che se ne parli. L’artista non deve tacere solo perché alcuni temi non riguardano strettamente il suo ambito professionale, ci vuole libertà: l’arte è sempre stata un modo per sensibilizzare le coscienze e portare alla luce tematiche trascurate.”
E nella sua ultima fatica discografica dopo cinque anni, “Oro e Rosa”, Irene Grandi affronta proprio diverse tematiche profonde e intime, come crescita personale, confronto con il sé e introspezione: “Oro e Rosa è una fotografia del mio ultimo periodo. Parla molto di ricostruzione personale dopo un periodo di fortissimi cambiamenti per me iniziato nel 2021-22; ho perso infatti dei punti di riferimento – anche mio malgrado – ed è stata necessaria una ricostruzione delle cose. Ho dovuto lasciar andare il passato e ricominciare passo dopo passo, e questo lavoro rappresenta proprio questo passaggio tra il lasciar andare e il guardare al futuro con le sue nuove strade. È un momento importante per me e volevo raccontarlo, anche per ringraziare questi momenti di passaggio, sottolineare la loro importanza, l’importanza del non avere fretta, di far maturare le cose, cercando di attraversare i momenti bui per provare la propria forza interiore.”
L’ultimo album presenta due collaborazioni importanti con Carmen Consoli e Stewart Copeland, batterista e co-fondatore dei The Police, artisti con cui Irene Grandi aveva già lavorato e di cui si è ritrovata ad apprezzare diverse qualità: “Con Carmen è stato un rinnovare la nostra amicizia. Ci riconosciamo come artiste che hanno il bisogno di essere autentiche oltre le logiche di mercato, e la canzone con lei parla proprio di un viaggio di due donne che si sentono fuori posto e cercano di proiettarsi verso un futuro migliore per loro. Mi pareva un duetto perfetto perché credo che abbia la capacità di migliorare qualsiasi cosa a cui mette mano, trovando sempre una chiave artistica raffinata ma allo stesso tempo comunicativa. L’apprezzo come artista ma in primis come persona e amica.”
“Per quanto riguarda Copeland, invece – continua Irene Grandi – ho apprezzato la sua apertura mentale. Lo conobbi qualche anno fa lavorando a The Witches Seed, un’opera rock per cui produsse le musiche, e quell’esperienza me l’ha fatto apprezzare come un artista alla continua ricerca del mettersi alla prova, animato da una grandissima passione per tutto ciò che fa. Una visione che anche per lui va oltre i numeri, sapendo apprezzare il valore artistico delle persone.”
Da parte della cantautrice toscana c’è grande voglia di dare il via a un tour che la accompagnerà per tutta l’estate, ma anche di guardare avanti, con nuovi progetti già in cantiere: “Sono molto contenta di partire, credo molto in questo tour perché è un mix che racconta la mia storia, con un equilibrio che mette insieme tutte le mie stagioni musicali. Detto questo, ho già nuove idee: ho ripreso alcune canzoni lasciate da parte in passato, che nel tempo ho sentito maturare come il vino, e oggi mi sento pronta a riprenderle in mano e dare loro una nuova veste. È un periodo in cui mi sento molto ispirata, oltre naturalmente ad aver voglia di tornare sul palco e incontrare il mio pubblico”.


