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|SP 83 “Polenta”, conclusi i lavori post-alluvione: strada più sicura per la collina di Bertinoro
Si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza della Strada Provinciale 83 “Polenta”, una delle principali arterie della viabilità collinare del territorio di Bertinoro, duramente colpita dagli eventi alluvionali del 2023.
L’intervento, realizzato dalla Provincia di Forlì-Cesena, rientra nel più ampio programma di ricostruzione della rete stradale finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi FSUE e coordinato dal Commissario straordinario alla ricostruzione.
L’opera, dal valore complessivo di 1,4 milioni di euro, è stata eseguita dall’impresa Mattei – Lavori Edili e Stradali S.r.l. e ha interessato due tratti particolarmente critici della provinciale, tra il chilometro 6,900 e il 7,000 e tra il chilometro 5,471 e il 5,560.
Nel primo tratto è stato realizzato il rivestimento della scarpata di monte con rete antierosione, con l’obiettivo di stabilizzare il versante e prevenire nuovi dissesti. Nel secondo, invece, si è intervenuti sulla ricostruzione della carreggiata di valle, franata a seguito dell’alluvione, attraverso un sistema di micropali, gabbioni e tiranti.
Per ridurre l’impatto sulla circolazione, le fasi di cantiere sono state organizzate in modo da garantire la viabilità lungo tutta la durata dei lavori, limitando al minimo i disagi per residenti e utenti della strada.
A completamento dell’intervento è stata eseguita anche la manutenzione straordinaria dei tappeti di usura su gran parte del tracciato, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la sicurezza complessiva della strada.
«Siamo orgogliosi di riconsegnare alla comunità e al territorio di Bertinoro la SP 83 “Polenta” riqualificata in ampi tratti e più sicura», ha dichiarato il vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena Roberto Cavallucci. «La Provincia continua a lavorare per la messa in sicurezza della rete viaria delle nostre aree collinari danneggiate dall’alluvione».
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Bertinoro Filippo Scogli, che ha definito l’intervento «una vera e propria ricucitura territoriale che ha rimarginato una ferita aperta da anni», sottolineando il lavoro congiunto tra enti e tecnici coinvolti.






