Scuole aperte dal 31 agosto, anche i Comuni frenano il progetto regionale: Anci scrive all’assessora Conti
Continua a suscitare dibattito in Emilia-Romagna il progetto della Regione che prevede l’apertura delle scuole elementari a partire dal 31 agosto per ospitare attività sportive, culturali e ricreative dedicate ai bambini, con l’obiettivo di offrire un supporto alle famiglie nelle settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico. A riportare la questione Ansa E-R.
Dopo le critiche avanzate dagli operatori turistici, preoccupati per le possibili ricadute negative sulle presenze nelle località balneari durante l’ultima parte della stagione estiva, arrivano ora anche le perplessità dei Comuni.
Secondo quanto riportato dal Corriere di Bologna, l’Anci Emilia-Romagna ha inviato una lettera all’assessora regionale alla Scuola Isabella Conti, nella quale, pur condividendo le finalità dell’iniziativa, evidenzia una serie di criticità organizzative e finanziarie che potrebbero comprometterne l’efficacia.
Tra i principali nodi segnalati figura la tempistica. L’assegnazione delle risorse economiche tra la fine di luglio e l’inizio di agosto lascerebbe infatti agli enti locali un margine molto ridotto per predisporre il servizio. Per questo motivo l’associazione dei Comuni chiede che l’intero iter venga concluso entro il mese di giugno, così da consentire una programmazione adeguata.
Un’altra questione riguarda la possibile sovrapposizione con il Piano Estate promosso dal Ministero dell’Istruzione, già attivo in numerosi istituti scolastici nello stesso periodo. Secondo Anci, il rischio è quello di duplicare servizi rivolti agli stessi destinatari, con conseguenti difficoltà organizzative e la possibilità che alcuni dirigenti scolastici non concedano l’utilizzo degli spazi. Da qui la richiesta di coinvolgere formalmente l’Ufficio scolastico regionale nella definizione del progetto.
I Comuni evidenziano inoltre il rischio di creare disparità territoriali. La sperimentazione coinvolgerebbe infatti soltanto 42 amministrazioni comunali e sarebbe limitata alla fascia d’età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Una scelta che, secondo Anci, potrebbe lasciare escluse numerose realtà e famiglie.
Nella lettera viene poi sottolineato come molti enti locali abbiano già programmato e affidato le attività estive fino al 15 settembre, coinvolgendo soggetti del terzo settore, parrocchie, associazioni sportive e polisportive. L’introduzione di un nuovo servizio a ridosso dell’estate rischierebbe quindi di interferire con un sistema già organizzato e funzionante.
Per questo motivo l’associazione propone una soluzione alternativa: consentire ai Comuni di utilizzare le risorse regionali anche per ridurre le rette dei servizi estivi già attivati, sostenendo così concretamente le famiglie senza modificare gli assetti esistenti.
Infine, Anci richiama l’attenzione sulle priorità di bilancio degli enti locali. L’aumento dei costi per garantire l’assistenza agli alunni con disabilità sta infatti mettendo sotto pressione i conti comunali. Da qui la richiesta alla Regione di assicurare che il nuovo progetto non sottragga risorse destinate ai nidi, ai servizi educativi per la fascia 0-3 anni e ai poli per l’infanzia.
Il confronto sul progetto resta dunque aperto. Se da un lato l’obiettivo di offrire nuove opportunità educative e di conciliazione alle famiglie trova ampio consenso, dall’altro emergono dubbi sulla sostenibilità organizzativa e finanziaria di una sperimentazione che dovrà ora confrontarsi con le osservazioni avanzate dagli enti locali.


