Presentato il sesto Bilancio di Missione della CISL Romagna che ha siglato 472 accordi di secondo livello
A San Patrignano si è tenuta la presentazione del sesto Bilancio di Missione della CISL Romagna. Il documento traccia il bilancio delle attività e dell’impatto economico e sociale generato dall’organizzazione sindacale nel corso del 2025 nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. All’evento hanno preso parte il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli, il Segretario Generale CISL Emilia-Romagna Filippo Pieri, il Direttore scientifico del documento Michele Tempera e la Segretaria Generale Nazionale CISL Daniela Fumarola.
CISL Romagna nel 2025 ha raggiunto gli 87.503 iscritti, segnando un aumento di oltre 1.300 adesioni rispetto all’anno precedente e una crescita costante del 6,7% nell’ultimo decennio: tra i lavoratori attivi, gli under 35 superano ormai il 20% e i cittadini di nazionalità straniera raggiungono il 35,1%, mentre le donne si confermano la maggioranza assoluta sfiorando il 53% del totale degli associati.
Nel corso del 2025 CISL Romagna ha siglato 472 accordi di secondo livello che hanno portato benefici reali a oltre 190.000 dipendenti romagnoli. Attraverso premi di risultato, welfare aziendale, flessibilità contrattata e banche ore, l’azione della CISL ha redistribuito oltre 55 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai minimi salariali previsti dai contratti nazionali. A questo si aggiunge la tutela dei diritti individuali gestita dall’Ufficio Vertenze, che nell’ultimo anno ha permesso di recuperare ben 2 milioni e 579 mila euro a favore di lavoratori che avevano subìto trattamenti economici ingiusti, consolidando un trend positivo che prosegue da oltre sette anni.
La CISL Romagna, attraverso la categoria della FISASCAT, è stata protagonista di uno dei primi casi pilota in Italia di applicazione della Legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale. Presso l’azienda Forliambiente è stato istituito un organismo paritetico che introduce un sistema innovativo capace di legare la redistribuzione degli utili netti aziendali al raggiungimento di obiettivi ambientali e organizzativi condivisi.
CISL Romagna ha una rete capillare di 50 sedi dislocate nei 75 Comuni di cui il 30% degli sportelli nelle aree periferiche e collinari, scelta rivelatasi fondamentale per contrastare l’isolamento delle comunità minori e lo spopolamento. I servizi integrati hanno risposto a un grande volume di domande: il CAF ha gestito oltre 115 mila pratiche totali ed eseguito 66.085 dichiarazioni dei redditi, garantendo ai contribuenti romagnoli 47 milioni di euro di rimborsi IRPEF, con un incremento del 38% rispetto al 2023. Guardando indietro al periodo post-unificazione, i modelli fiscali compilati sono aumentati del 26,3% e i rimborsi del 56%.
Parallelamente, il Patronato INAS ha coordinato oltre 61 mila posizioni, gestendo quasi 13 mila domande di disoccupazione NASpI, più di 6.300 pratiche di invalidità e oltre 4.200 pensioni. Si tratta di un’attività previdenziale che dall’unificazione delle province romagnole è letteralmente decollata, facendo registrare un balzo del 145% tra il 2017 e il 2025.
Il commento del Segretario Generale CISL Romagna, Francesco Marinelli: «La presentazione del nostro sesto Bilancio di Missione a San Patrignano non è solo un momento di rendicontazione sociale, ma la testimonianza concreta di un cammino condiviso con il territorio. I risultati del 2025 dimostrano che il sindacato è un motore di benessere reale e misurabile. Se guardiamo indietro agli ultimi dodici anni, da quando cioè abbiamo avviato il percorso di unificazione della CISL su scala romagnola, emerge chiaramente il valore storico di quella scelta strategica. In questo lungo arco temporale abbiamo registrato una crescita associativa solida, ma l’impatto vero si misura sull’esplosione dei volumi di risposte date alle persone. Dal 2015 a oggi l’assistenza fiscale ha visto aumentare i rimborsi IRPEF del 56%, mentre le pratiche sociali gestite dal Patronato INAS sono segnate da un impressionante incremento del 145% tra il 2017 e il 2025. Dodici anni di impegno che dimostrano come una gestione unificata e moderna sia l’unica via per affrontare le sfide della complessità. Accanto alla tutela nei luoghi di lavoro – conclude il segretario – rivendichiamo con orgoglio il nostro presidio sociale nelle comunità periferiche e collinari, dove i nostri servizi e il volontariato rappresentano un baluardo contro l’isolamento. Guardiamo al futuro con ambizione: modernizzeremo le nostre sedi, a partire da Savignano sul Rubicone, e investiremo nella formazione su sfide cruciali come l’impatto dell’intelligenza artificiale, convinti che solo governando l’innovazione potremo continuare a generare valore e dignità per tutta la Romagna”.


