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|Parco Nazionale, Legambiente Alto Bidente contesta il regolamento: “No a nuove captazioni sul Bidente”
Poche settimane fa l’Ente Parco ha presentato pubblicamente la bozza del Regolamento. Un documento importante che dovrà essere approvato dal Ministero d’intesa con le due Regioni.
I cittadini potranno presentare le loro osservazioni entro il 17 luglio.
La legge sui Parchi, la n. 394 del 1991, prevede che il Regolamento disciplini nel dettaglio le attività consentite dal Piano per il Parco, il quale, a sua volta, fissa le norme di attuazione delle attività consentite e suddivide il territorio in zone (A, B, C e D) di diversa importanza ambientale e a diverso grado di protezione.
Il Piano è lo strumento fondamentale del Parco attraverso il quale sono definite le attività consentite, mentre il Regolamento le può solo specificare e non modificare, ma soprattutto non può aggiungere ulteriori vincoli.
Il Piano e il Regolamento stanno tra loro un po’ come il PRG sta al Regolamento edilizio comunale.
Ma mentre il primo, il Piano, è stato approvato dall’Ente nel 2002, il Regolamento non è mai stato approvato, nonostante siano passati 33 anni dall’istituzione del Parco.
Secondo Legambiente Alto Bidente, il Regolamento presentato contiene alcune norme poco chiare e scelte non motivate e molto discutibili.
Esaminandone i contenuti, si evidenzia come alcune delle attività consentite dal Piano siano normate in forma restrittiva: l’attività forestale, quella edilizia, la circolazione del pubblico ecc., mentre nel campo del “regime delle acque” il Regolamento prevede delle modifiche sostanziali rispetto alle previsioni del Piano, modifiche che sono volte ad alleggerirne i vincoli tuttora presenti.
Una per tutte: viene rimosso il divieto, presente nel Piano, di realizzare nuove captazioni idriche di grande derivazione in tutte le zone del Parco.
La proposta di Regolamento cosa fa invece, a differenza del Piano? Prevede, in zona C del Parco, la possibilità di realizzare nuove opere di grande derivazione idrica.
Cioè dei canali che devino acqua da un fiume per trasferirla altrove, come attualmente succede per il torrente Fiumicello e per il Bidente delle Celle, che sono captati da Romagna Acque per immettere la loro acqua nell’invaso di Ridracoli.
Su questo punto il Circolo di Legambiente è in forte disaccordo con il Parco e chiederà che non venga prelevata ulteriore acqua dal fiume Bidente, di cui sono già captati due rami.
Non vogliamo che venga toccato il fiume di Pietrapazza, l’unico ramo del Bidente ancora integro, contrariamente a ciò che pensava di fare Romagna Acque realizzando una seconda diga per creare un bacino di 20 milioni di metri cubi.
Legambiente si opporrà con tutti i mezzi legali anche alla realizzazione di una condotta di grande derivazione, come in teoria prevede, purtroppo, la bozza di Regolamento.
Nelle prossime settimane il Circolo predisporrà le osservazioni da presentare al Parco e le illustrerà in un incontro pubblico a Santa Sofia.
Legambiente Alto Bidente


