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Edoardo Russo: “Le fondamenta del domani, un patto comunitario per la casa e il lavoro a Forlì”

C’è un legame profondo, quasi invisibile ma solidissimo, che unisce la qualità della vita delle persone alla capacità competitiva del nostro territorio. Quando parliamo del futuro di Forlì, delle sue imprese e dei suoi giovani, non possiamo più scindere lo sviluppo economico dalla coesione sociale. La recente riflessione portata avanti da Nomisma per la CNA di Forlì ha messo in luce una verità che, come comunità, avvertiamo ogni giorno: la casa non è semplicemente un bene di consumo, ma una vera e propria infrastruttura sociale, il pilastro su cui fondare il domani.

Oggi Forlì si trova davanti a un bivio generazionale. Le nostre eccellenze produttive, l’energia del mondo associazionistico e la vivacità del polo universitario rischiano di frenare se non offriamo risposte concrete alla domanda di un abitare sostenibile e accessibile. L’alloggio a prezzo accessibile non riguarda solo le fasce più vulnerabili, a cui l’impegno civile e sociale riserva da sempre un’attenzione prioritaria, ma investe in pieno i giovani lavoratori, gli studenti, le giovani famiglie e chi decide di investire il proprio talento nel nostro tessuto produttivo. Se un giovane lavoratore o una nuova famiglia non trovano un’abitazione dignitosa e sostenibile all’interno del nostro raggio territoriale, la città intera perde una quota di futuro.

I dati emersi di recente ci ricordano che il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è spesso alimentato dalle barriere economiche dell’accesso alla casa. Nelle nostre PMI e nel commercio, lo stipendio medio netto mensile stimato si attesta sui 1.300-1.400 euro, rendendo sostenibile un canone di circa 400 euro. Eppure, il mercato locale mostra affitti medi significativamente superiori, che vanno dai 500-650 euro in periferia fino a sfiorare gli 870 euro in centro.

Superare questo muro richiede una lungimiranza che vada oltre la gestione dell’emergenza. Servono soluzioni strutturali, capaci di tradurre i valori storici del bene comune e della giustizia sociale in azioni concrete. La via d’uscita non risiede in interventi isolati, ma nella costruzione di un grande “Patto per l’Abitare” che veda alleati il settore pubblico, le imprese locali, le Fondazioni e il terzo settore. Dobbiamo attivare leve urbanistiche e fiscali innovative: dal recupero intelligente del patrimonio edilizio esistente e sfitto, limitando il consumo di suolo, fino a modelli di edilizia integrata o iniziative concrete di supporto alla residenzialità come quelle già avviate con i forum dedicati ai talenti sul territorio.

Le imprese forlivesi, insieme alle reti associative, possono diventare protagoniste di un modello di abitare condiviso e aziendale (company housing), dove la risposta al bisogno si face strumento di radicamento comunitario. Custodire il territorio significa anche questo: curare le relazioni, non lasciare indietro nessuno e rendere la nostra città un luogo ospitale, dove sia bello e accessibile progettare una vita.

Il nostro territorio ha in sé tutte le risorse morali, culturali ed economiche per vincere questa sfida. Curando l’infrastruttura sociale dell’abitare, non solo proteggiamo il nostro tessuto produttivo, ma rigeneriamo quel senso di appartenenza e di speranza che rende forte una comunità.

Edoardo Russo
Già presidente di Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro, socio della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e co-fondatore dell’APS Officina delle Idee.