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Fusignani del Pri: Estendere le ZES al Centro-Nord è una priorità per la competitività della Romagna

“La questione delle ZES e della loro estensione al Centro-Nord è il nodo centrale attorno a cui ruota il futuro del nostro sviluppo economico. Non possiamo più permetterci di affrontare questo tema con la logica a compartimenti stagni usata finora dal governo. Se da un lato l’azione dell’esecutivo e i dati del Ministro Urso certificano la salute produttiva del Nord, dall’altro ricordo che l’Italia è una sola. Anche nelle regioni più forti esistono aree più deboli e sensibili che affrontano difficoltà strutturali importanti e che necessitano di un supporto concreto per accompagnarne la crescita.

In Emilia-Romagna, accanto a distretti straordinari convivono territori meno pronti che rischiano la marginalizzazione logistica e produttiva. Per la Romagna questa estensione è una necessità vitale. Dobbiamo dare alle nostre imprese le stesse armi semplificate e gli stessi incentivi fiscali per poter competere e investire senza essere soffocate dalla burocrazia. Quando un’impresa rinuncia a investire, le conseguenze sul lavoro sono immediate: i posti arretrano e si innesca una precarizzazione che colpisce direttamente le famiglie, le quali faticano a costruire progetti di vita stabili sul territorio in cui sono nate.

Ravenna e il suo hub portuale rappresentano un treno che nessuno deve perdere per garantire la tenuta delle nostre comunità. Il nostro scalo si conferma un motore straordinario con oltre 28 milioni di tonnellate di merci movimentate. Un dinamismo evidente nel settore dell’automotive che, partito con i primi storici imbarchi commerciali presso il TCR, troverà la sua naturale e imponente espansione nei nuovi piazzali attrezzati di Penisola Trattaroli. Grazie alla sinergia tra SAPIR e il gruppo Altmann, Ravenna è ormai un hub di riferimento sia per l’export dei grandi brand europei sia per l’import delle nuove auto globali.

Garantire le ZES significa permettere a tutto il tessuto produttivo ed artigianale dell’entroterra di viaggiare alla stessa velocità di queste grandi infrastrutture. Questa battaglia di buon senso economico è sostenuta in modo compatto dal nostro territorio. Incassa infatti le importanti e storiche riflessioni del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, al quale rivolgo le mie più sentite congratulazioni per la sua recente riconferma alla guida dell’associazione.

Al contempo, la necessità di strumenti di semplificazione e attrazione degli investimenti incrocia in pieno le forti posizioni già espresse sia dalla Camera di Commercio (CCIAA) sia da Confindustria, da tempo in prima linea nel chiedere corridoi burocratici agevolati e fiscalità di vantaggio per tutelare la competitività delle imprese locali. L’utilità del resto è dimostrata dal fatto che lo strumento è già stato parzialmente allargato ad alcuni territori di Umbria e Marche, segno che una flessibilità d’azione è concretamente realizzabile.

Come repubblicani, crediamo fermamente che la competitività debba camminare di pari passo con la coesione sociale: solo tutelando il lavoro, ascoltando le categorie economiche e sostenendo chi fa impresa garantiremo un futuro occupazionale alla Romagna e la serenità economica alle famiglie e alle nostre nuove generazioni”.

Eugenio Fusignani – Segretario regionale PRI Emilia-Romagna