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Edoardo Russo: Il verde che rigenera Forlì, qualità, visione e sfide

La notizia che Forlì figura tra le prime dieci città d’Italia per patrimonio arboreo, con circa 45 alberi ogni 100 abitanti, è una bella iniezione di fiducia per la nostra comunità. Non si tratta di esibire un primato fine a se stesso, ma di riconoscere una risorsa concreta per la salute, la bellezza e la qualità della vita di tutti noi. È un punto di partenza fondamentale, che ci invita a guardare al futuro con responsabilità e con un approccio sempre più attento alla qualità.

​Oggi la vera sfida per Forlì è compiere un salto di pianificazione: piantare l’albero giusto nel posto giusto. Per contrastare efficacemente le isole di calore estive, occorre selezionare essenze adatte al nostro microclima e allo spazio urbano. Alberi autoctoni come l’Acero campestre, il Bagolaro (Celtis australis), il Tiglio o il Frassino offrono chiome ampie, capacità di ombreggiamento e forte resistenza, senza creare criticità alle pavimentazioni.

​La priorità d’intervento deve riguardare i contesti dove l’asfalto e il cemento alzano le temperature: dai grandi parcheggi ai cortili delle scuole dove crescono i nostri figli, fino ai quartieri ad alta densità abitativa. È una riflessione aperta che, come Officina delle Idee, abbiamo approfondito lo scorso gennaio insieme al Prof. Giorgio Vacchiano, tra i massimi esperti italiani di forestazione urbana (un confronto ancora disponibile per l’ascolto su YouTube e Spotify). Da quel dialogo è emersa con chiarezza la necessità di una mappa strategica del verde, per intervenire proprio dove l’impatto climatico è più critico.

​Questo approccio consapevole riguarda da vicino anche il nostro centro storico e Piazza Saffi. Valorizzare l’armonia architettonica del cuore di Forlì non significa snaturarne la struttura, ma inserire con intelligenza soluzioni di mitigazione verde lungo gli assi di accesso e nelle vie pedonali, curando angoli preziosi come i Giardini Orselli. Un verde diffuso permette di connettere il centro ai grandi polmoni della città, come il Parco Urbano “Franco Agosto” e il Parco della Resistenza.

​In questa medesima prospettiva si inserisce la straordinaria opportunità dell’area ex Eridania: un grande vuoto urbano che può trasformarsi in un nuovo polo di biodiversità, di sostenibilità e di profondo valore sociale nel cuore della città, restituendo alle famiglie e ai giovani uno spazio vivo di respiro e di relazioni.

​Costruire la Forlì di domani richiede competenza, ascolto e una sincera passione per il bene comune. Con il contributo attivo dei quartieri, del Terzo Settore e delle nuove generazioni, la tutela dell’ambiente diventa un grande cantiere di coesione civica. Curare i nostri alberi e i nostri spazi pubblici è un gesto concreto di speranza per chi abiterà la nostra città negli anni a venire.

Edoardo Russo