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Inceneritore, il Comune di Forlì risponde alle critiche del TAAF: “Nessun ripensamento, i termini sono stati rispettati”

Botta e risposta tra il Comune di Forlì e il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) sulla procedura autorizzativa avviata da Hera per portare la capacità dell’inceneritore cittadino da 120.000 a 150.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Il TAAF aveva sollevato dubbi su presunte dimenticanze dell’Amministrazione nell’iter, ma l’assessore Giuseppe Petetta respinge con fermezza le contestazioni, non risparmiando una stoccata polemica: “Quando le cose non si sanno, o peggio ancora non si comprendono, sarebbe sempre meglio stare zitti”.

Prima di entrare nel merito tecnico della vicenda, l’assessore tiene a rassicurare la cittadinanza sulla posizione dell’Amministrazione, che considera la questione ormai definita: “Per noi la partita è chiusa – ribadisce Petetta, richiamando quanto già dichiarato dal sindaco in conferenza stampa – c’è la totale preclusione ad andare avanti”. Una posizione, sottolinea, espressa pubblicamente e senza ambiguità: “Questa Amministrazione si è espressa pubblicamente e in maniera molto netta sulla vicenda. Tutto il resto viene in secondo piano e non ci interessa”.

L’assessore annuncia quindi che l’Amministrazione formalizzerà a breve la propria contrarietà: “Al momento opportuno, metteremo nero su bianco la volontà del Comune di non procedere con alcun aumento della portata dell’impianto”. Tale momento, spiega, coinciderà con la conferenza dei servizi, la sede prevista dalla normativa per la presentazione di osservazioni e richieste di integrazione da parte degli enti competenti: “E il momento opportuno, nonché quello definito per legge, nel nostro caso è la conferenza dei servizi convocata per esporre eventuali valutazioni e richieste di integrazioni da parte degli enti competenti. L’Amministrazione di Forlì sta infatti procedendo a redigere tali osservazioni”.

Sul punto più contestato dal TAAF, la scadenza del 3 luglio, Petetta chiarisce che si tratta di un fraintendimento sulla natura della procedura: “La scadenza a cui maldestramente si riferisce il TAAF, quella del 3 luglio scorso, riguarda i cittadini, non il Comune. Entro tale data il pubblico interessato poteva presentare osservazioni con le modalità indicate nell’avviso”. Due passaggi distinti dell’iter, ricorda l’assessore, che rispondono a logiche e tempistiche differenti: “Si tratta di due fasi procedimentali diverse, di due momenti e interlocutori distinti. La distinzione è coerente con la disciplina del PAUR (Piano Autorizzativo Unico Regionale), che prevede sia la fase di pubblicazione e partecipazione del pubblico sia una successiva fase istruttoria tecnico-amministrativa degli Enti competenti”.

Solo dopo questa fase istruttoria, conclude Petetta, sarà possibile per il Comune esprimersi formalmente, e lo farà con la massima chiarezza: “Solo in un secondo momento, quindi, il Comune potrà dire la sua e, a dispetto di quanto sbandierato dal TAFF, lo farà senza giri di parole e in modo molto trasparente”.