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Sicurezza, la Cgil attacca il piano del Comune: “I 100mila euro alla vigilanza privata andavano investiti nella Polizia Locale”

La decisione dell’Amministrazione comunale di Forlì di stanziare 100mila euro per un servizio sperimentale di vigilanza privata notturna apre un nuovo fronte di confronto sul tema della sicurezza urbana. Dopo l’annuncio dell’assessore alla Sicurezza Luca Bartolini, che ha presentato l’investimento come uno strumento aggiuntivo a supporto dei controlli nelle ore notturne, arriva la netta contrarietà della CGIL e della FP CGIL Forlì-Cesena.

“È una scelta profondamente sbagliata, sia sul piano politico sia su quello amministrativo – dichiarano – . Le guardie particolari giurate sono lavoratrici e lavoratori che svolgono con professionalità un’attività importante, disciplinata dalla legge, ma con compiti che non possono sostituire quelli della Polizia Locale e delle Forze di polizia”.

“La normativa è chiara – proseguono – . Il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931, artt. 133 e seguenti) e il D.M. 269/2010 attribuiscono agli istituti di vigilanza privata funzioni di tutela di beni mobili e immobili affidati in custodia, con carattere sussidiario e complementare. Le attività di prevenzione, controllo del territorio, accertamento delle violazioni e tutela della sicurezza pubblica restano invece affidate agli organi dello Stato e alla Polizia Locale, secondo le rispettive competenze”.

“Per questo appare incomprensibile che, invece di investire nel rafforzamento del Corpo di Polizia Locale, si scelga di destinare risorse pubbliche a un servizio che, per sua natura, non può rispondere alle esigenze di sicurezza urbana espresse dai cittadini” sottolineano dal sindacato.

La FP CGIL ricorda che da anni denuncia le criticità del Corpo della Polizia Locale di Forlì: “organici insufficienti, pensionamenti non adeguatamente sostituiti, difficoltà nella copertura dei turni, aumento dei carichi di lavoro e mancata valorizzazione del personale. Problemi ben noti all’Amministrazione e mai affrontati in modo strutturale”.

“Come CGIL di Forlì Cesena ci saremmo aspettati un utilizzo diverso di una somma così rilevante: un piano di assunzioni per rafforzare la Polizia Locale, maggiori investimenti sul personale comunale, un potenziamento dei presìdi pubblici nelle aree più sensibili della città oppure un incremento delle risorse destinate ai servizi sociali, a partire dagli interventi per anziani e non autosufficienti, in una fase in cui i bisogni della popolazione sono in costante crescita – sottolineano ancora – . Assistiamo invece, a caro costo, ad una operazione di immagine, che non intervenire sulle cause reali delle criticità”.

“La sicurezza è un bene pubblico e richiede politiche pubbliche. Si costruisce investendo nelle persone, nei servizi e nelle istituzioni, non sostituendo il presidio pubblico con servizi che hanno natura e funzioni diverse” e concludono che la richiesta all’Amministrazione comunale di “riconsiderare questa scelta e di aprire un confronto serio sul rafforzamento della Polizia Locale e, più in generale, aprendo un confronto con le parti sociali sulle politiche di sicurezza urbana, confronto che non si è mai attivato”.