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Zattini (Ascom Forlì) su vigilanza privata: “Si valuti anche la presenza dell’Esercito. E si chiarisca quali sono le aree critiche della città”

Ancora una volta la “Sicurezza urbana” ha acceso il dibattito a Forlì. Sul tema interviene direttore di Ascom Confcommercio Forlì, Alberto Zattini, che giudica positivo il fatto che il Comune abbia riconosciuto l’esistenza di aree particolarmente sensibili, ma chiede maggiore chiarezza sulle zone interessate e rilancia una proposta avanzata dall’associazione già da tempo: valutare la presenza dell’Esercito sul territorio.

Accogliamo positivamente la notizia, ma non possiamo non rilevare un paio di aspetti – ragiona Zattini -. Il primo è che è la stessa amministrazione comunale parla di luoghi critici o sensibili da presidiare. Ben venga questa constatazione, ammettere l’esistenza di un problema è sempre positivo, perché è il presupposto per la sua risoluzione. Se in città ci sono luoghi critici – Quali? Il centro storico, la stazione, il campus, le aree verdi? -, vorremmo conoscerli”. Il fatto che ci siano luoghi critici o sensibili che dir si voglia significa, implicitamente, il dover prendere in considerazione una proposta di Ascom nota da tempo, che è quella “dell’impiego dell’Esercito per rafforzare la sicurezza in città.

L’amministrazione comunale si rivolga al Ministero dell’Interno per chiederne la fattibilità e, con trasparenza, faccia sapere alla città quale sarà la risposta ricevuta da Roma” – incalza -. Un vantaggio dell’utilizzo dei militari in strada potrebbe essere anche economico, mentre per la vigilanza privata serviranno i 100mila euro messi a bilancio. Un intervento sicuramente limitato nel tempo mentre l’esigenza è quella di trovare soluzioni strutturali e definitive”.

Legandosi all’aspetto economico Zattini si domanda “cosa accadrà quando i soldi finiranno. Quali valutazioni verranno fatte per decidere se continuare a finanziare o meno il servizio?”. Ancora: “Dare il ‘via libera alla vigilanza privata, significa farlo anche per le, chiamiamole così, “ronde”? Cioè forme di vigilanza organizzate dai cittadini all’interno dei propri quartieri, dove purtroppo la microcriminalità continua a farsi sentire, specie se parliamo di furti?”.

Prosegue Zattini: “Siamo certi che il tema dell’utilizzo dell’Esercito diventerà, più prima che poi, un argomento all’ordine del giorno, e si capirà – temiamo troppo tardi – che è l’unica strada che si può imboccare. Il tempo renderà giustizia. Tempo che ora stiamo perdendo. Parliamo di una risorsa disponibile, quella dei nostri militari. La richiesta che solleviamo per il territorio è fatta nella consapevolezza della difficoltà che l’adozione della decisione potrebbe comportare, ma un Comune non può farsi fermare da problemi di natura burocratica o da iter amministrativi. I parlamentari locali potrebbero essere d’aiuto”. Ancora: “Guardiamo quanto accaduto in Val di Susa con le devastazioni causate dai No Tav e nella vicina Bologna: l’Esercito in certe situazioni può essere determinante. Perché, chiediamo per l’ennesima volta, non rivolgersi al Ministero dell’Interno e chiedere se anche Forlì può beneficiare di questo provvedimento?” conclude.