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Sicurezza a Forlì, CGIL replica alla maggioranza: “Il Protocollo Mille Occhi non giustifica la vigilanza privata sul territorio”

La battaglia sulla sicurezza a Forlì prosegue sul terreno del confronto tra amministrazione comunale e sindacati. Dopo la risposta della maggioranza alla diffida presentata da CGIL e FP CGIL Forlì-Cesena contro lo stanziamento di 100mila euro destinato a un servizio di vigilanza privata notturna, arriva la replica delle organizzazioni sindacali, che confermano integralmente la loro posizione e contestano il richiamo al Protocollo “Mille Occhi sulla Città”.

«La maggioranza richiama il Protocollo “Mille Occhi sulla Città” del 2022. È un richiamo che non condividiamo, perché quel Protocollo non prevede né consente l’esternalizzazione o la privatizzazione di attività riconducibili al controllo del territorio o alle funzioni proprie della Polizia Locale», dichiarano Maria Giorgini, segretaria generale della CGIL Forlì-Cesena, e Fabio De Santis, segretario generale della FP CGIL Forlì-Cesena.

Il sindacato ribadisce quindi la validità della diffida già presentata e annuncia di essere in attesa di un riscontro formale da parte dell’Amministrazione comunale.

Al centro della contestazione c’è proprio l’utilizzo del Protocollo “Mille Occhi sulla Città”, che secondo CGIL e FP CGIL avrebbe una finalità diversa rispetto a quella prospettata dalla maggioranza. Lo strumento, sottoscritto nel 2022 anche nel territorio forlivese-cesenate tra Prefettura, enti locali, forze di polizia e istituti di vigilanza privata, nasce per favorire la collaborazione informativa e la segnalazione di elementi utili alla sicurezza pubblica.

«Il Protocollo – spiegano Giorgini e De Santis – è uno strumento tuttora vigente che disciplina, a costo zero, esclusivamente la collaborazione informativa tra istituti di vigilanza privata e Forze di Polizia». La CGIL sottolinea inoltre di riconoscere il ruolo delle Guardie Particolari Giurate «nell’ambito delle funzioni che la legge attribuisce loro», ma ritiene che il documento non possa diventare il presupposto per affidare a soggetti privati attività di controllo del territorio finanziate con risorse pubbliche.

Secondo il sindacato, quindi, il richiamo al Protocollo sarebbe improprio rispetto allo stanziamento approvato dal Consiglio comunale per il servizio di vigilanza privata notturna, che – sulla base delle dichiarazioni della maggioranza – dovrebbe integrare l’attività della Polizia Locale.

La CGIL distingue due possibili scenari: «Se il Comune intende acquistare servizi di vigilanza limitati agli immobili e alle pertinenze comunali, nei limiti della Convenzione Intercent-ER, ciò rientra nella disciplina vigente. Se invece l’obiettivo fosse realizzare un servizio di pattugliamento e/o presidio del territorio, come emerge dalle dichiarazioni rese alla stampa, anche in forma complementare alla Polizia Locale, alla Polizia di Stato o alle altre Forze di Polizia, sorgerebbe un fondato dubbio di compatibilità con il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, con il D.M. n. 269/2010 e con la stessa Convenzione Intercent-ER».

Da qui la conferma della richiesta al Comune di Forlì di riesaminare l’atto. «Siamo contrari a qualsiasi forma di privatizzazione di funzioni che l’ordinamento non attribuisce ai soggetti privati», affermano le due sigle sindacali, che indicano come priorità il rafforzamento degli organici della Polizia Locale e delle Forze di Polizia.

«La sicurezza – concludono CGIL e FP CGIL – si rafforza investendo negli organici della Polizia Locale e delle Forze di Polizia, oggi gravemente carenti, non esternalizzando attività che la legge riserva ai soggetti pubblici competenti».