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Forlì-Cesena e Rimini, l’artigianato tiene: 20.922 imprese attive

L’artigianato tiene in Romagna e nel secondo trimestre del 2026 registra un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni. Tra aprile e giugno, nei territori di Forlì-Cesena e Rimini, sono state 347 le iscrizioni al Registro imprese e 252 le cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio, con un saldo positivo di 95 imprese, in miglioramento rispetto alle 73 unità del secondo trimestre del 2025.

È quanto emerge dai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna. Il tasso di variazione trimestrale delle imprese artigiane registrate è stato pari a +0,46%, superiore sia al dato dell’Emilia-Romagna (+0,44%) sia a quello nazionale (+0,43%).

Al 30 giugno 2026 le imprese artigiane attive nell’area Romagna sono 20.922, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,2%). Un dato in controtendenza rispetto alla flessione regionale (-2,1%) e nazionale (-1,6%). Le imprese artigiane rappresentano il 29,9% del totale delle imprese attive del territorio: in pratica, quasi tre imprese su dieci sono artigiane.

Tra i principali settori, le Costruzioni rappresentano il 40,5% delle imprese artigiane e risultano sostanzialmente stabili (-0,2%). Seguono le Attività manifatturiere, che incidono per il 18,8% e registrano una diminuzione dello 0,8%, e le Altre attività di servizi, che rappresentano il 13,3% e crescono dello 0,1%. In questo comparto rientrano anche servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, con una quota di imprese artigiane pari all’83,3% del totale delle imprese attive.

In calo invece Trasporto e magazzinaggio (-2,1%) e Commercio (-2,6%), mentre Alloggio e ristorazione cresce dello 0,6%. Prosegue inoltre l’incremento delle società di capitale, che rappresentano il 9,7% delle imprese artigiane e aumentano del 3,2%. Le ditte individuali, che costituiscono il 73,4% delle imprese artigiane, registrano invece un lieve aumento dello 0,3%.

In provincia di Forlì-Cesena, nel secondo trimestre sono state registrate 175 iscrizioni e 130 cancellazioni, con un saldo positivo di 45 imprese, contro le 15 del secondo trimestre del 2025. Il tasso di variazione trimestrale è stato del +0,40%, inferiore a quello regionale (+0,44%) e nazionale (+0,43%).

Al 30 giugno le imprese artigiane attive sono 11.300, in calo dello 0,4% rispetto a un anno prima, ma con una contrazione comunque più contenuta rispetto a quella regionale e nazionale. In provincia l’artigianato rappresenta il 32% delle imprese attive totali, una quota superiore sia alla media regionale del 30,2% sia a quella nazionale del 24,3%.

La flessione interessa quasi tutte le principali aree della provincia. Il comprensorio di Forlì registra -0,3%, quello di Cesena -0,5%, le Vallate -0,6% e i territori collinari -1%. Anche i Grandi Centri, che comprendono Forlì e Cesena e concentrano il 50,3% delle imprese artigiane provinciali, segnano complessivamente -0,9%, con Forlì a -0,2% e Cesena a -1,7%.

In controtendenza le località di montagna, che crescono dell’1,4%, e il Basso Rubicone, in aumento dello 0,8%. Quest’ultimo è anche il territorio con la maggiore intensità artigiana, con il 39,3% delle imprese totali attive appartenenti al comparto. Stabili i Comuni di cintura e quelli della Riviera.

Anche in provincia di Forlì-Cesena le Costruzioni rappresentano il principale settore dell’artigianato, con il 39,8% delle imprese e una dinamica annua sostanzialmente stabile (+0,2%). Seguono le Attività manifatturiere (20%, -0,6%), le Altre attività di servizi (13,2%, -1,8%), il Trasporto e magazzinaggio (7,5%, -2,8%), il Commercio (5,3%, -2,3%) e Alloggio e ristorazione (4,3%), stabile.

Sul fronte delle forme giuridiche, le ditte individuali, che rappresentano il 73% dell’artigianato provinciale, sono sostanzialmente stabili (-0,1%), mentre le società di capitale crescono del 4,5% e rappresentano il 9,6% delle imprese artigiane.

A Rimini, invece, il secondo trimestre del 2026 ha prodotto 172 iscrizioni e 122 cancellazioni, con un saldo positivo di 50 imprese. Il dato è comunque inferiore al saldo di +58 registrato nello stesso trimestre del 2025. Il tasso di variazione trimestrale è stato del +0,52%, superiore alla media regionale (+0,44%) e nazionale (+0,43%).

Al 30 giugno le imprese artigiane attive nella provincia sono 9.622, un numero stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ancora una volta in controtendenza rispetto alla flessione regionale e nazionale. L’artigianato rappresenta il 27,7% delle imprese attive totali della provincia.

A livello territoriale, nelle aree collinari l’intensità artigiana raggiunge il 36,1%, mentre in pianura si ferma al 26%. La pianura concentra però il 76,9% delle imprese artigiane riminesi. Tra i Comuni della costa, Rimini raccoglie il 39,3% dell’artigianato provinciale e cresce dello 0,5%, mentre Riccione, con l’11,1%, registra un aumento dell’1,1%.

Nelle Vallate, che concentrano circa un quinto delle imprese artigiane, cresce la Valconca (+0,8%) mentre cala la Valmarecchia (-0,4%). Il Basso Conca registra invece una flessione dello 0,3%.

Anche nel Riminese il settore più rappresentato è quello delle Costruzioni, con il 41,4% delle imprese artigiane, ma in diminuzione dello 0,6%. Seguono le Attività manifatturiere (17,4%, -1%), le Altre attività di servizi (13,4%), che crescono del 2,5%, il Trasporto e magazzinaggio (6,3%, -1,1%), Alloggio e ristorazione (5,7%, +1,1%) e il Commercio (4,9%, -2,9%).

Crescono anche il Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+1,9%) e le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,7%).

Le ditte individuali, che rappresentano il 73,9% delle imprese artigiane riminesi, aumentano dello 0,8%, mentre le società di capitale, pari al 9,9% del totale, crescono dell’1,8%.

Nel complesso, i dati della Camera di commercio della Romagna evidenziano quindi una sostanziale tenuta dell’artigianato nell’area di Forlì-Cesena e Rimini, con una dinamica positiva delle nuove iscrizioni nel secondo trimestre e una crescita delle società di capitale. A fronte della stabilità complessiva delle imprese attive, emergono differenze significative tra i settori, con alcuni comparti tradizionali in calo e una maggiore vivacità nei servizi e nell’alloggio e ristorazione, soprattutto nel territorio riminese.