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In Romagna la cultura vale più di un miliardo di euro: Forlì-Cesena e Rimini trainano un settore in crescita

Non solo turismo e manifattura: in Romagna la cultura si conferma un pezzo importante dell’economia locale. Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Symbola, elaborato dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna insieme a Unioncamere e Istituto Tagliacarne, nel 2025 il Sistema produttivo culturale e creativo delle province di Forlì-Cesena e Rimini ha generato un valore aggiunto complessivo di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente.

Dietro questo numero c’è una filiera fatta di quasi 4.000 imprese e circa 17.600 persone occupate, con un trend che nel 2025 risulta positivo su quasi tutti i fronti osservati.

Chi lavora nella cultura in Romagna

Delle 3.876 imprese censite nel “nucleo cultura” del territorio, oltre la metà (52,7%) opera nei servizi (architettura, design e comunicazione su tutti). Segue, con il 34,8%, chi produce contenuti culturali “replicabili” come musica, audiovisivo, videogiochi, software ed editoria. Più contenuta la fetta occupata dalle performing arts e arti visive, quindi dagli spettacoli dal vivo e affini (12,4%), mentre resta marginale, appena lo 0,1%, chi lavora nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

Rispetto al 2024 le imprese culturali romagnole crescono dello 0,5%: un ritmo superiore alla media dell’Emilia-Romagna (+0,3%) ma ancora distante da quello nazionale, che sfiora l’1,2%.

Sul fronte occupazionale il segnale è più marcato: gli addetti delle imprese culturali salgono a 11,6 mila (+1,9%), a cui si aggiungono i 6mila lavoratori delle cosiddette “embedded creatives”, aziende che non fanno parte della filiera culturale in senso stretto, ma che usano competenze e contenuti creativi per dare più valore ai propri prodotti, in aumento addirittura del 3,9%. Sommando le due componenti, il totale del comparto arriva a 17,6 mila occupati, il 2,5% in più sul 2024.

Va detto però che, se guardiamo al peso di questi occupati sul totale dell’economia locale, la Romagna si ferma al 4,90%, un dato ancora sotto la media regionale (5,88%) e quella italiana (5,74%). Lo stesso vale per il valore aggiunto prodotto dal settore, che pur toccando 1,1 miliardi di euro rappresenta il 4,10% della ricchezza complessiva del territorio, contro il 5,42% dell’Emilia-Romagna e il 5,70% dell’Italia.

Forlì-Cesena: crescita solida, ma ancora ai margini delle classifiche nazionali

Nella sola provincia di Forlì-Cesena si contano 1.901 imprese culturali, con una distribuzione simile a quella romagnola nel complesso: il 51,9% nei servizi, il 36% nella produzione di contenuti replicabili, il 12% nelle performing arts. La crescita delle imprese, +0,3% sul 2024, è in linea con la media regionale.

Il vero exploit riguarda però l’occupazione, che sale a 9,4 mila addetti complessivi (+4,3%), grazie soprattutto ai 5,9 mila lavoratori delle imprese culturali vere e proprie (+3,4%) e ai 3,5 mila delle embedded creatives, che segnano un +5,8%. Anche il valore aggiunto cresce con decisione, arrivando a 0,6 miliardi di euro (+6,7% sul 2024).

Nonostante questi numeri, Forlì-Cesena resta in una posizione defilata nelle classifiche nazionali: 43ª su 107 province per incidenza occupazionale del settore culturale, e addirittura 57ª per il peso del valore aggiunto sul totale dell’economia locale, ultima tra le province dell’Emilia-Romagna su questo specifico indicatore.

Rimini: meno imprese in crescita ma miglior posizionamento regionale

A Rimini le imprese culturali sono leggermente di più, 1.975, con un incremento annuo più sostenuto (+0,7%) rispetto a Forlì-Cesena. Anche qui la maggioranza delle attività è legata ai servizi (53,5%), seguita da produzione di contenuti replicabili (33,7%) e performing arts (12,7%).

Sul fronte occupazionale, il comparto riminese conta 8,1 mila addetti (+0,6% sul 2024), un ritmo più contenuto rispetto a quello registrato nel Cesenate. Il valore aggiunto prodotto si attesta invece sui 0,5 miliardi di euro, in crescita dell’1,8%.

Guardando alle classifiche nazionali, Rimini si posiziona meglio della provincia vicina: 42ª per incidenza occupazionale e 44ª per peso del valore aggiunto, risultati che le valgono rispettivamente la sesta e la quinta posizione tra le province emiliano-romagnole, alle spalle solo di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia (e, per l’occupazione, anche di Piacenza).

Fonte: Unioncamere – Istituto Tagliacarne – Fondazione Symbola
Elaborazioni: Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini” a cura dell’Ufficio Informazione economica
https://www.romagna.camcom.it/it/informazioni/informazione-economico-statistica/osservatorio-economico-e-sociale
Rapporto economia: https://www.romagna.camcom.it/it/informazioni/informazione-economico-statistica/rapporto-sulleconomia