Fanzinoteca d’Italia 0.2, dalla Spagna il riconoscimento: «Il modello di Forlì è un punto di riferimento»
La Fanzinoteca d’Italia 0.2 di Forlì supera ancora una volta i confini italiani e finisce al centro dell’attenzione della stampa spagnola. Il Centro Nazionale Studi Fanzine è stato indicato come esempio da seguire per la conservazione della produzione editoriale indipendente in un articolo pubblicato a fine agosto da Siglo XXI Diario Digital Independiente, a firma di Jesús Millán Muñoz.
Al centro dell’articolo c’è il patrimonio raccolto negli anni dalla realtà forlivese: 13.148 documenti tra fanzine musicali, fumettistiche, letterarie, poetiche, sportive, di Mail Art e di altri ambiti. Un archivio che raccoglie produzioni nate al di fuori dei circuiti commerciali e dei tradizionali canali distributivi e che, proprio per la loro natura, rischiano di andare disperse.
Il giornalista spagnolo sottolinea il valore della Fanzinoteca d’Italia 0.2 come presidio per la tutela di una memoria editoriale indipendente e rilancia la necessità di creare strutture analoghe anche in Spagna, prendendo come riferimento l’esperienza maturata a Forlì e quella della Fanzinoteca di Poitiers.
Negli stessi giorni la realtà forlivese è stata inoltre citata da altre due testate spagnole, Euro Mundo Global e La Verdad de Ceuta, a conferma dell’attenzione suscitata oltreconfine dall’attività del Centro Nazionale Studi Fanzine.
«Iniziamo col cogliere il valore etico e politico del riconoscimento ricevuto – afferma GianLuca Umiliacchi, direttore fanzinotecario – fortemente legato a temi di attualità e di pubblica utilità. Questo articolo rappresenta un attestato di stima di inestimabile valore per la Fanzinoteca d’Italia 0.2: un riconoscimento autentico, nato spontaneamente dall’osservazione critica di un intellettuale straniero che individua nel modello di Forlì la risposta concreta a un vuoto culturale europeo».
Secondo Umiliacchi, la proposta avanzata dalla Spagna di creare una o più grandi fanzinoteche trova una precisa corrispondenza nella vocazione internazionale sviluppata negli anni dalla realtà romagnola attraverso gli scambi con realtà di altri Paesi. «Il fatto che un osservatore esterno comprenda così lucidamente il concetto di “giustizia culturale” per le auto-edizioni fanzinare dimostra la validazione del metodo e che la filosofia fanzinotecaria italiana ha travalicato i confini locali per farsi manifesto teorico e pratico condivisibile».
La Fanzinoteca, prosegue Umiliacchi, non si limita alla conservazione del proprio archivio, ma propone un metodo che potrebbe essere replicato anche altrove per salvaguardare quella che viene definita la «memoria sotterranea». In questo senso, l’esperienza forlivese viene considerata un modello esportabile.
L’appello contenuto nell’articolo spagnolo, «A qué puerta llamo para darles este mensaje…», viene letto dallo staff organizzativo come un invito a mettere in rete istituzioni e realtà culturali spagnole e a creare le condizioni per future collaborazioni transfrontaliere, nelle quali l’esperienza italiana possa diventare un riferimento e un possibile partner di scambio.
La Spagna dispone già di diverse realtà dedicate alla conservazione delle fanzine, tra cui quelle della Biblioteca pubblica Josep Badía i Moret di L’Ametlla del Vallés, di Tabaiba a El Rosario, nelle Isole Canarie, di Tabakalera a San Sebastián, di via Santa Eulalia a Barcellona, della Casa da Xuventude di Ourense, del Centro di documentazione del Museo Nazionale d’Arte Reina Sofía, di Badajoz, del Cómics dell’IVAM di Valencia, della Biblioteca Regional de Murcia, della Biblioteca del Centro de Arte Dos de Mayo, del Centro MUSAC e della Fanzinoteca Manchega.
Il riconoscimento internazionale riporta così l’attenzione sul lavoro svolto a Forlì dall’associazione culturale di volontariato Fanzine Italiane, attiva da 21 anni e impegnata nella ricerca, nello studio e nella catalogazione delle auto-edizioni attraverso un’attività basata sulla gratuità.
L’obiettivo è dare una collocazione e una prospettiva di conservazione anche alle produzioni di autori lontani dai circuiti editoriali tradizionali. Una parte della cultura indipendente che, senza strutture dedicate, rischierebbe di essere dispersa e di perdere la propria traccia nel tempo.
Per la Fanzinoteca d’Italia 0.2, l’attenzione arrivata dalla Spagna rappresenta quindi anche un’occasione per rilanciare il tema della tutela delle auto-edizioni e del riconoscimento del loro valore culturale, non soltanto a livello locale e nazionale ma in una prospettiva europea.
La sede forlivese continua intanto a raccogliere e conservare questo patrimonio, con spazi che, sottolinea l’associazione, diventano sempre più stretti di fronte alla quantità di materiali e alla varietà delle forme di espressione raccolte.
Per informazioni sulle attività della Fanzinoteca d’Italia 0.2 è possibile contattare il numero 339 3085390, dalle 10 alle 18, oppure scrivere a fanzinoteca@fanzineitaliane.it.


