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|Edoardo Russo: La democrazia cresce quando nessuno resta escluso
La Giornata Internazionale della Democrazia del 15 settembre ci ricorda che la vita democratica non si esaurisce nel segreto dell’urna elettorale, ma si alimenta ogni giorno attraverso la qualità delle relazioni civiche e la cura condivisa del bene comune. A Forlì, terra di operosità laboriosa e di radicata solidarietà sociale, la democrazia ha sempre trovato linfa vitale nei suoi corpi intermedi: associazioni, cooperative, consulte di quartiere, parrocchie, realtà di volontariato e fondazioni di comunità.
Oggi, tuttavia, il distacco tra cittadini e istituzioni rischia di affievolire la fiducia nel futuro. Rispondere a questo disincanto non richiede slogan urlati o facili contrapposizioni, bensì un metodo chiaro: il dialogo autentico e la sussidiarietà circolare. Le istituzioni politiche hanno il potere di guidare un cambio di rotta, se tornano ad essere protagoniste e se tornano a mettere al primo posto i bisogni di chi la città la vive davvero.
La nostra città ha sempre dimostrato di avere al proprio interno delle risorse straordinarie: si tratta di vederle, ascoltarle, coinvolgerle, connetterle attorno a una visione a lungo termine. Giovani formati dal Campus, imprese etiche, famiglie e volontari rappresentano il vero tessuto connettivo forlivese.
Costruire oggi una democrazia viva significa attuare scelte concrete: istituire tavoli permanenti di co-progettazione tra Comune e reti civiche sui temi cruciali — dalla sicurezza idrogeologica alla rigenerazione urbana degli spazi pubblici — e introdurre bilanci partecipativi nei quartieri per dare voce diretta alle comunità nella cura della prossimità.
La democrazia cresce quando nessuno resta escluso e quando la tutela del più fragile diventa la misura dell’interesse generale.
Edoardo Russo


