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Trading online: quantità o qualità?

Una delle domande più frequenti che si pongono gli utenti che hanno appena iniziato a fare trading online è: quanto devo investire?

In altre parole, si tratta di una domanda mirata ad individuare una strategia di investimenti efficace: se si riesce a programmare una strategia di trading che funzioni, infatti, investire piccole somme permette di ottenere lo stesso profitti soddisfacenti.

Molto spesso investire grosse somme, infatti, non solo comporta rischi maggiori in termini di potenziali perdite, ma un grosso capitale iniziale risulta anche essere difficile da gestire. I broker spesso permettono di partire con depositi minimi di poche centinaia di euro: vediamo le migliori strategie per gestire un deposito minimo.

Differenziare il proprio capitale

Alla base delle principali strategie di investimento vi è il principio della differenziazione del proprio capitale, ovvero di suddividere i soldi da investire in più investimenti ripartiti nel tempo e su più titoli.

Differenziare il proprio portafogli di investimenti risulta essere una soluzione efficace alla possibilità che un investimento possa andare male: piuttosto che investire tutti i tuoi soldi in un’unica soluzione, ripartirli tra più investimenti permette di non perdere tutto se qualcosa va male.

Si tratta di una tecnica che è alla base delle principali strategie di investimento ed è universalmente applicata da tutti i trader, sia quelli principianti che i professionisti. Non si assiste quasi mai a portafogli dedicati ad un solo titolo proprio perché il rischio che ne deriva è troppo alto.

Investire piccole somme anche se in possesso di un capitale iniziale abbastanza cospicuo è sempre la migliore scelta che puoi fare!

PAC: Piano d’Accumulo del Capitale

Il PAC è una strategia di investimenti che consiste nella ripartizione del proprio capitale in una serie di investimenti su uno o più titoli che vengono programmati nel tempo.

È una strategia che comporta un’operatività pensata sul medio e lungo periodo e permette di fare aggiustamenti durante il percorso.

Ad esempio, partendo con un capitale di 100 euro, lo puoi organizzare secondo un PAC in 20 investimenti da 5 euro da ripartire nel tempo: se il titolo sul quale hai investito inizialmente non si sta comportando come previsto, puoi aggiustare l’investimento successivamente oppure ritirarlo e dedicarti ad un altro titolo, in modo da minimizzare le perdite.

Ripartendo il tuo ipotetico capitale su 5 titoli diversi, significa che dei 100 euro di partenza, inizialmente ne investi solo 25, ripartiti per 5 titoli, in modo da poter aggiustare le tue analisi e i tuoi investimenti in corso d’opera, minimizzando le perdite.

PIC: Piano d’Investimento del Capitale

Il principio alla base del PIC non è dissimile da quello del PAC, con la differenza che l’investimento è concentrato nel breve termine e spalmato su molti più titoli rispetto al precedente.

Il PIC è, quindi, un piano di investimenti mirato ad un’operatività molto rapida, tesa a coprire più titoli contemporaneamente e a vedere nell’immediato i risultati delle tue scelte.

Stando sempre all’esempio di cui sopra, partendo da un capitale di 100 euro, puoi dividerlo in 20 investimenti da 5 euro. A questo punto decidi di fare due intense sessioni di trading: in ognuna individui una decina di titoli particolarmente interessanti e del cui comportamento sei certo.

A quel punto investi 5 euro su ogni titolo, in modo da avere immediatamente i risultati della tua operatività, sapendo quanti degli investimenti programmati sono andati bene e quanti male. Le informazioni raccolte ti permetteranno di non rifare gli stessi errori (ovviamente se ne hai fatti) nella prossima sessione di trading.

Dopo due sedute, hai investito tutto il tuo capitale di partenza e puoi programmare altre sedute in base a quanto, dei profitti ricavati, vuoi reinvestire e quanto, invece, prelevare per te.

PIC o PAC?

La scelta sta a te! Il PAC permette sessioni più tranquille, studiate e meditate, mentre il PIC è più adatto ad investitori capaci di gestire contemporaneamente una gran quantità di informazioni. Ovviamente il PIC permette di vedere immediatamente i risultati, mentre con il PAC questi sono costruiti nel tempo.

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