Unione Comuni Romagna forlivese, Drei: «Stop al progetto dopo il no al referendum costituzionale»

Risposta all'interrogazione dei 5 stelle («I primi tre anni di vita sono stati del tutto fallimentari»)

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Con la vittoria del No al referendum costituzionale c’è stata una «brusca frenata» sul progetto dell’Unione della Romagna forlivese. Lo sottolinea il sindaco di Forlì, Davide Drei, rispondendo ieri (mercoledì 19) in consiglio comunale a un question time in merito del Movimento 5 Stelle, dopo le bordate dei sindacati, che hanno manifestato con il personale in concomitanza della seduta di giunta. 

Come affermano le parti sociali mancano all’appello del progetto una «chiara gestione economica», una «regia amministrativa e una strategia politica» sui servizi.

«I primi tre anni di vita sono stati del tutto fallimentari», sentenzia il pentastellato Daniele Vergini. «Il progetto – sottolinea Drei – è ambizioso, di notevole livello ed è stato elaborato in una fase in cui procedeva una riforma istituzionale degli Enti locali». Ma appunto «l’ente intermedio ha avuto una brusca frenata e oggi non potremmo insistere su due livelli paralleli».
Il governo, prosegue, su sollecitazione dell’Anci, ha adottato provvedimenti di rafforzamento delle strutture comunali. Comunque «l’Unione ha portato risultati positivi sulla coesione politico-istituzionale dei Comuni. Lavorare a 15 è la normalità». Dunque, conclude, l’identità della Romagna forlivese è «un valore da cui non si torna indietro. In dialogo con le parti sociali troveremo soluzioni immediate» per dare risposte alle richieste dei sindacati, e soluzioni «strategiche e strutturali. La Romagna forlivese vuole essere parte forte e coesa nelle riflessioni che si fanno sull’Area vasta e a livello regionale».

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